Applausi e tanti cori Una notte da ricordare per migliaia di Arsan
BOLOGNA. Mancavano solo i cappelletti e lo zampone. Cibo a parte, il 27 dicembre 2016 verrà ricordato da tanti appassionati di basket come un grande prolungamento della festa di Natale. Il menù era...
BOLOGNA. Mancavano solo i cappelletti e lo zampone. Cibo a parte, il 27 dicembre 2016 verrà ricordato da tanti appassionati di basket come un grande prolungamento della festa di Natale. Il menù era perfetto. Record di pubblico e di incasso, un’impressionante visuale biancorossa a riempire un palazzetto già di suo bellissimo. E poi la grande rivale per la rivincita scudetto, e una Reggio monca, azzoppata, proprio per questo pronta al gesto eroico e alla grande impresa contro l'enorme colosso. L’aria era elettrica già da ore prima della palla a due. Alle 18.30 centinaia di tifosi reggiani erano già in fila davanti ai portoni del PalaDozza, molti di loro reduci da una vasca nel centro bolognese, e la colonna è stata l'occasione per rivedere amici e aggiornarsi su feste e vacanze. Non mancavano le facce note. Tutta la dirigenza biancorossa, i sindaci tifosi Nico Giberti (Albinea) e Giorgio Zanni (Castellarano), il presidente della Provincia Giammaria Manghi, il reggiano a Bologna Romano Prodi. Una volta dentro il voltaggio è cresciuto progressivamente, man mano le magliette bianche e rosse sciamavano sugli spalti. Il duello sul parquet è stato anticipato da quello fra curve. Il gruppetto milanese, dopo qualche coro di rito, ha mirato direttamente alla propria squadra, stra-deludente in Eurolega, con striscioni difficili da equivocare: «Tutti a casa». Ben più solare la risposta reggiana, con quattro piani di lenzuolata per giurare affetto eterno. All'entrata in campo dei giocatori per il riscaldamento, è partita la radio: applausi per i reggiani, boati per i milanesi, con picchi irraggiungibili per l'ingresso di Cinciarini, ancora una volta fischiatissimo ex. Da lì, il volume è cresciuto sempre più, solo il gelido inizio ha provato a bloccare il calore, ma a ravvivare le fiamme ha pensato la devastante rimonta orchestrata da Aradori e Needham, bomba dopo bomba.
Era proprio una di quelle sere, direbbero gli americani. Una di quelle sere in cui anche il risultato, forse, conta un poco meno. Conta aver respirato quell’aria speciale. La vittoria poi non guasta, aiuta a tenere il sorriso anche nelle ore dopo. Che altro aggiungere? Applausi, solo applausi, in campo e fuori. Cento di questi giorni, Reggio del basket.
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