Grissin Bon da favola Milano in ginocchio
I biancorossi piegano l’EA7 nella bolgia del pala Dozza
La favola biancorossa si realizza sulle tavole di un pala Dozza sul punto di scoppiare. Si realizza nell’emergenza, dovuta alle assenze degli infortunati Della Valle e Gentile, ma pure in quella che si verifica “in corsa” che vede uscire doloranti dal campo prima Cervi (e poi rientrare) e quindi James. La favola si realizza quindi nonostante tutte le sfortune e i colpi bassi subiti da una Milano senza cuore che non ce la fa contro una Grissin Bon che proprio nelle difficoltà s’esalta. Ed è favola perché Reggio al 3’ del secondo periodo piangeva sul -17, poi con un break da 20 a 3 ribalta tutto e si riprende la gara con una zonaccia di vecchia scuola, con un Aradori monstre (21 punti alla pausa) e l’apporto di tutti anche del baby senza paura Bonacini e Silins.
Davanti a 5.500 indemoniati, si parte e i reggiani ai muscoli delle maxi-taglie meneghine, rispondono digrignando i denti. L’attacco, però, non funziona e solo al 4' Reggio viola per la prima volta il canestro degli ospiti con la tripla di Aradori, pure l'Olimpia ha le polveri bagnate in attacco ma riesce a sbloccarsi e con il passare dei minuti si spinge sul + 7 (3-10). La progressione milanese porta Menetti a cambiare le carte in tavola. Pur con le rotazioni ridotte, il coach sperimenta (in campo la coppia Lesic+Cervi) per trovare i cinque in grado di reggere la forza d'urto delle furie di Armani capaci d'arrivare al primo gong avanti di 10. E qui, al ritorno sul parquet, un brivido nero: Cervi scende negli spogliatoi con il dottor Rocchi e non farà ritorno sul parquet che alla metà del quarto. Che parte con le due triple di De Nicolao. Dura però un attimo l'illusione di ridurre il gap. Kalnietis schiaffeggia a ripetizione la difesa di casa e Milano sembra già ad alta quota. L'orgoglio reggiano è gran cosa e aggrappandosi a quello più che alla tecnica gli uomini di Menetti I liberi di Needham valgono il -6 (30-36).Reggio va oltre, lo fa pescando risorse pazzesche (la foto più bella è quella del 17enne Bonacini ala piccola che sporca le traiettorie di tiro del colosso Sanders).
S’esalta ed esalta Aradori con due triple che portano al -2 (36-38 all'8'), Milano è alle corde. A impattare James dalla riga bianca, prima che il capitano produca anche l'impossibile per un fantastico sorpasso (45-40). L'urlo degli oltre cinquemila "Vi vogliamo così", accompagna i biancorossi negli spogliatoi.
Cinque a zero e Milano torna a respirare dopo lo shampoo di Repesa negli spogliatoi. James, il migliore di sempre, e ancora Aradori mettono Reggio di nuovo avanti. Il gioco da tre di Polonara porta al massimo vantaggio (54-48). Cervi torna in pista ma Milano riesce a rimettere un minimo di intensità e si riattacca alla veloce ai reggiani, comunque bravi a tener a bada i ricchi avversari nonostante Menetti decida avvicinandosi alla fine del terzo quarto di far rifiatare il capitano.
Aradori torna in pista dopo un paio di minuti del periodo conclusivo, quando Lesic, da centro, per due volte lappoggia. Nuovo brivido nero percorre il pala Dozza al 3': James cade a terra dopo una sportellata ed esce di scena, dolorante a una caviglia. Ancora più corta e con il fiatone, Reggio trova le forze per spiegare alla corazzata ospite il significato del termine “sacrificio” : Cervi mette il canestro del (86-79).
Mancano 3' quando Hickman infila la tripla del -4, risponde Cervi rapinando due punti e, sul ribaltamento di fronte, un pallone ad Abass quando mancano meno di 2' e il tabellone dice 88 a 82. Pesantissimo il tiro da tre che Sanders sbaglia. Lo imita Polonara: errori clamorosi che i fans gli perdonano all’istante. Qui, Hickman infila la tripla che zittisce il palaDozza. A 9', fallo di McLean (il quinto) su Polonara che realizza solo uno dei due liberi a disposizione per l'88-86. Kalnietis la mette dall’area. Si chiude con Pascolo che manda Needham in lunetta. Il suo 2/2 fa scorrere i titoli di coda sulla favola, magica, tutta reggiana.
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