Gazzetta di Reggio

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Il baby Bonacini: «Grande emozione»

di Enrico Ballotti
Il baby Bonacini: «Grande emozione»

La guardia 17enne si racconta, tra scuola, allenamenti e il sostegno dei genitori

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REGGIO EMILIA. Come può essere la giornata di un 17enne reduce dal primo vero battesimo del fuoco tra i grandi del basket? Semplice, in palestra ad allenarsi con i coetanei e in giro per negozi alla ricerca di un nuovo paio di scarpe. Queste almeno sono state le scorse 24 ore di Federico Bonacini, sassolese doc ed elemento di spicco del vivaio della Grissin Bon. Il cestista classe 1999, di ruolo guardia (non a caso si ispira alla stella della Nba Russell Westbrook), aveva già fatto il suo esordio in serie A nello scorso campionato, ma martedì sera ha avuto una nuova occasione: ritagliarsi una gara da assoluto protagonista nella sfida tra i suoi e l’Armani Milano. La prima volta nel quintetto titolare, in una cornice come il PalaDozza e soprattutto al cospetto della più forte squadra italiana. A condire il tutto, si fa per dire, l’epica vittoria di Reggio (91-87), una prestazione più che positiva e pure una scarpa rotta. Già una scarpa rotta che ha accompagnato tutta la sua gara e che già ieri mattina era stata sostituita prontamente da una nuova, ecco spiegato il tour per negozi sportivi. C’è da scommetterci che seppur distrutta quella scarpa resterà nell’album dei ricordi di Federico come del resto resteranno le sensazioni vissute sul parquet bolognese preso in prestito, per l’occasione, da Reggio: «Un’emozione incredibile – le parole della guardia reduce da un allenamento con l’Under 18 – solamente quando sono arrivato al palazzetto ho saputo che sarei partito titolare. Naturalmente era tanta la tensione, ma il PalaDozza tutto esaurito e la vittoria finale hanno reso magica la serata».

Scontato ci sia tanto basket nella vita del giovane Bonacini che frequenta l’istituto tecnico Morante di Sassuolo e che appunto si divide tra studio e allenamento. Tanto basket, ma non solo: «Quando ero bambino, per esempio, mi dividevo tra pallacanestro e calcio. Ad un certo punto, però, ho dovuto fare una scelta e ho puntato tutto sulla palla a spicchi. Come si può intuire sono da sempre un appassionato di sport, merito della mia famiglia. Mio padre Gianluca ha praticato basket a discreti livelli, mia madre Monica ha invece giocato nel Volley Modena. Devo molto a loro, tutti i giorni partono da casa per accompagnarmi agli allenamenti a Reggio».

Questa è poi la ricetta completa del Federico atleta: «Scuola al mattino, allenamento il pomeriggio e studio la sera. La giornata è questa ed è molto semplice. Per me non ci sono assolutamente sacrifici, anzi. La pallacanestro è la mia principale passione e quello che faccio lo faccio davvero molto volentieri».

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