«La Reggiana ha solide basi e trionferà»
Il presidente granata traccia il suo bilancio «Chi è qui deve avere rispetto per la maglia»
REGGIO EMILIA. Sei mesi, questo è quanto è passato dal momento in cui Mike Piazza si è presentato alla città di Reggio Emilia come neo presidente della Reggiana, riportando un entusiasmo inaspettato in città, ad una piazza che ha improvvisamente iniziato a sognare palcoscenici diversi dalla Lega Pro. «Ci stiamo preparando per un 2017 ricco di soddisfazioni» le prime parole del numero uno granata, che ha voluto fare un parziale bilancio dei suoi primi mesi alla guida della società granata.
È soddisfatto dell’entusiasmo che è riuscito a ricreare in città dal suo arrivo?
«Quello che mi sento di chiedere ai tifosi è di provare ad andare oltre al singolo risultato ampliando lo sguardo ad un quadro più generale. Dietro le quinte abbiamo una struttura che lavora perché crediamo che un club debba avere delle solide fondamenta per crescere. Siamo molto soddisfatti di quello che abbiamo creato finora e pensiamo di essere cresciuti e migliorati. Ho massima fiducia nel lavoro di Grammatica e nello staff tecnico. Sicuramente abbiamo commesso degli errori e cercheremo di correggerli lungo il percorso. Bisogna ricordare che il mister è al primo anno da allenatore professionista quindi dobbiamo capire la sua filosofia, lui deve capire le nostre aspettative e trovare insieme un terreno comune. La frustrazione derivante da certi risultati è perché ci siamo dati degli obiettivi alti».
Ci sono delle novità per quello che riguarda gli investimenti sul centro sportivo?
«Stiamo lavorando sul come finanziare il progetto perché lo riteniamo fondamentale per la crescita del club. Abbiamo una visione di lungo periodo, ma i passi devono essere ben ponderati. I rapporti con la curia e con il vescovo sono ottimi e lui stesso ci sta aiutando nel compiere i passi giusti. Non vogliamo fare il passo più lungo della gamba. Quando saremo in altre categorie tutti i tasselli dovranno essere al loro posto, a partire dal settore giovanile e, proprio per questo vogliamo creare un vero e proprio punto di riferimento per tutta la città».
Si chiude la semestrale, il bilancio economico è il linea con le sue previsioni?
«Quando siamo arrivati sapevamo che c’erano delle problematiche a livello finanziario, l’abbiamo risolto e adesso l’indebitamento della società è sotto controllo. Quel che è certo è che ogni sorta di cambiamento dovrà avvenire tenendo sempre sotto controllo l’aspetto finanziario perché vogliamo sì mettere in campo una formazione competitiva, ma non vogliamo essere irresponsabili dal punto di vista finanziario».
A gennaio la squadra sarà rinforzata?
«Vogliamo migliorare sempre il club, ma le situazioni cambiano sempre con molta velocità. Ci confronteremo con il ds e il tecnico per vedere quello che è il meglio per noi. Dobbiamo capire anche i giocatori adatti al nostro club e alle scelte voglio prendere parte anche io».
Lei si interesserà principalmente dell’aspetto morale dei calciatori?
«Assolutamente sì, perché questo è molto importante. Ho capito in carriera che un giocatore impari a conoscerlo davvero solo passando con lui tutti i giorni sul campo. Un giocatore deve sempre avere rispetto per la maglia che indossa e per il club, anche se non pretendo che siano degli angeli. Tutto però deve essere fatto mantenendo una certa condotta anche se nelle principali squadre di ogni sport sono gli stessi giocatori che all’interno dello spogliatoio gestiscono determinate problematiche facendo pulizia di quelle situazioni che vanno a deteriorare il gruppo, riportando sui binari corretti chi per un momento rischia di deragliare e, di conseguenza, rovinare il lavoro dell’intera squadra».
L’obiettivo, vista la classifica, è la serie B?
«Il campionato è molto difficile e nessuno ci regala la vittoria. Dobbiamo lavorare sul campo per conquistare con il sudore ogni risultato. Nella mia carriera sportiva ho capito che l’aspetto emotivo è fondamentale in una stagione e, se questa squadra è destinata a vincere lo farà. In caso contrario ricaricheremo le pile, analizzeremo i motivi per cui non si è vinto e saremo pronti per avere una seconda opportunità».
Nella sua visita al Papa ha chiesto anche una benedizione per la Reggiana?
«Grandissima. Sono arrivato ad un punto della mia vita in cui c’è un elemento di spiritualità in tutto quello che faccio e noi dobbiamo capire che per conseguire i risultati è necessario avere uno spirito comune».
Quando ripartirà per gli Stati Uniti e quando sarà di nuovo in città?
«Tornerò negli stati uniti il 7 gennaio e questo periodo trascorso a Reggio per me e per la mia famiglia è stato davvero fantastico. I miei bambini sono felicissimi in città e tutta la mia famiglia si sta convincendo a trascorrere sempre più tempo a Reggio. Abbiamo fatto un grosso cambiamento a livello famigliare perchè la vita rispetto a Miami è molto diversa, ma ugualmente bella. Voglio essere la faccia visibile di questo club essendone il primo responsabile e voglio che i tifosi possano vedere in me in punto di riferimento della società. Mia moglie Alicia è la mia prima tifosa, mi sostiene in tutto e per tutto in questo progetto e la mia intera famiglia è molto felice a Reggio Emilia. Questo per me è un aspetto fondamentale».
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