La Reggiana vuole vincere ad Ancona per trovare fiducia
Calcio Lega Pro: i granata oggi in campo alle 18.30 senza tifosi, puniti per i fatti del derby con il Parma
REGGIO EMILIA. «Un po’ di pazienza e la piazza stia vicina alla squadra e al mister». Parole del grande ex portiere granata Nico Facciolo che indicavano alla Reggiana la via per risollevarsi, in una stagione piena di analogie con quella ’88/’89, che finì in modo trionfale. Ma, quando alle 18.30 di oggi prenderà il via Ancona-Reggiana dal settore ospite non arriveranno cori e, per una volta, i tifosi dovranno restare vicini alla squadra solo col pensiero.
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Come noto da giorni la trasferta ai tifosi granata è stata vietata come punizione per i fatti del derby, ma qui potremmo parlare per ore di un provvedimento restrittivo che fa a pugni con la tessera del tifoso, nata appositamente insieme ai Daspo per evitare che pagassero tutti per colpa di qualche facinoroso. E senza dimenticare che poco lontano da Reggio sono volate ben più di alcune bottiglie, per di più all'interno dello stadio con momentanea sospensione della partita, ed accompagnate da minacce pesanti ai giocatori ma tutto si è risolto con una multa ed una pacca sulle spalle.
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Tra un piatto di cappelletti ed una fetta di panettone, l’altra notizia che ha tenuto banco nelle festività sono state le dimissioni date, e poi respinte dalla società, del tecnico Leonardo Colucci al termine della gara col Bassano: troppe critiche ricevute per un gioco che stenta ad arrivare nonostante l’ottima classifica, l’atteggiamento sbagliato di qualche giocatore dentro e fuori dal campo com il conseguente attrito negli spogliatoi o più semplicemente l’esasperazione per aver fallito nella gara più importante della stagione? «Non voglio vedere paura negli occhi dei miei uomini ma la giusta tensione che ti prepara per l’evento -ha detto ieri mister Colucci sull’argomento- e ciò che ho fatto era per il bene della società e dei ragazzi, per togliere loro un po’ di pressione, pur mantenendo invariata la stima nella società e nei miei giocatori. Ma un conto è gettare la spugna quando si è in fondo alla classifica un altro quando ti trovi con le prime, in maniera inaspettata, e fai un passo indietro perché in realtà stai prendendo la rincorsa». Insomma, forse è stato un mix di tante cose a spingere il tecnico a quel gesto inaspettato e clamoroso ma ora che tutto è rientrato nei giusti ranghi e, adesso, è indispensabile guardare avanti e fare quadrato, partendo da quelle certezze emerse nella prima parte di stagione.
Tra l'altro sono in molti a pensare che l’assenza degli ultras nelle Marche, in questo particolarissimo momento, possa addirittura sbloccare il gruppo, levando ulteriore pressione, anche se in futuro tornerà fondamentale il loro apporto poiché l’obiettivo finale è comune a tutti.
Ancona-Reggiana è l’ennesimo testacoda stagionale, con un gap evidente tra le due rose ed un avversario con tanti problemi, ma le trasferte sono sempre un tabù per i granata ed arriva una piazza in cui la Reggiana ha festeggiato solo due volte in diciannove precedenti.
Sarà un test importante per capire se la squadra è guarita e sarà l’ultima da spettatore di patron Piazza prima del rientro negli Usa - nel lungo soggiorno dicembrino solo la gioia col Feralpisalò per lui-. Le difficoltà dalle parti di via Agosti sono le solite, l’infermeria piena (out anche Calvano e Falcone) che costringe ad azzeccare i migliori nel solito 4-3-1-2 iniziale ma più di tutto inciderà la determinazione e la voglia di riscatto di chi verrà mandato in campo. E comunque, se la Reggiana si è inceppata, davanti non corrono di certo, infatti la capolista Venezia, attesa al Città del Tricolore alla ripresa del campionato, è a due punti perciò ora sarà fondamentale non perdere altro terreno in attesa delle correzioni che arriveranno dal mercato. Anche su questo il trainer ha già detto la sua: «Fino al triplice fischio dell’arbitro ho chiesto loro di essere professionisti e dare tutto per questa maglia, poi ognuno dirà se vuol restare ma questa gara è importante come tutte le altre, qualcuna un pelino di più, ma con tutte serve la stessa mentalità e perdendo voglio poter dire che sono stati gli altri bravi a vincere. Poi, se qualcuno vorrà andarsene sarò con lui perché nessuno deve restare controvoglia, meglio qualcuno con le motivazioni anche se con più lacune di un altro». Il mercato sarà una grande variabile perché riprendendo il 22 gennaio molti affari saranno già conclusi e, come molti si immaginano, prenderà il via quasi un altro campionato.
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