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La Reggiana deraglia nel vuoto di Ancona

di Francesco Cesarini
La Reggiana deraglia nel vuoto di Ancona

Granata sconfitti 1 a 0, è il terzo ko nelle ultime cinque gare

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ANCONA. In quella che forse è stata una delle settimane più caotiche nella storia recente della Reggiana arriva un altro ko per gli emiliani che cadono ad Ancona, perdendo di misura per il gol di Frediani che colpisce alla prima vera occasione e costringe la squadra di Colucci ad un altro stop, il terzo nelle ultime cinque gare che non fa altro che ampliare la spirale negativa in cui i granata sembrano essere precipitati.

Il digiuno di vittorie dura ora da due settimane e mentre tutte le altre pretendenti al salto di categoria vincono ed allungano in classifica, la Reggiana resta impantanata a quota 37, con un solo punto conquistato nelle ultime tre sfide, segnale inequivocabile della fragilità di una squadra che si è persa nelle ultime settimane, cedendo dinanzi alle altre big di un girone che adesso si fa sempre più complicato.

Sistemare le idee, provando a non pensare troppo al mercato, deve essere l’unico vero obiettivo della Reggiana se non si vuole perdere il treno e lasciar fuggire chi è già avanti.

Colucci fa la conta degli indisponibili (sono rimasti a casa Panizzi, Trevisan, Calvano e Falcone), conferma le indiscrezioni della vigilia e lancia la Reggiana con il tridente composto da Manconi, Marchi e Cesarini.

Il maggiore peso offensivo non regala comunque spunti interessanti: l’Ancona lascia giocare la Reggiana che dimostra di non riuscire ad andare oltre ad uno sterile possesso palla.

Non aiuta il campo, in condizioni non ottimali, ma le ruggini lasciate dalle recenti uscite sembrano aver frenato la Reggiana che dopo lo squillo di Ghiringhelli, bravo a sbucare tra le retrovie ma impreciso a trovare la porta da due passi al 9’ del primo tempo, fatica ad impensierire Scuffia.

L’avvio brillante è solo una pia illusione alla quale la Reggiana non riesce a dare un degno seguito nel primo tempo.

Tanto palleggio, buone idee ma la difesa dell’Ancona ha preparato la sfida alla perfezione e non lascia spazi, frenando le idee di un centrocampo che se ne sta fermo nel cuore del campo a palleggiare, a cercare qualche spunto che non arriva.

Sono troppi gli errori in fase d’impostazione e mentre il cronometro scorre senza che nessuna delle due squadre riesca a sbloccare la gara, la difesa della Reggiana si addormenta incredibilmente per un attimo.

Decisiva è infatti la staticità della retroguardia che al quarantesimo giro di lancette si lascia completamente andare alla rilassatezza e Frediani, dopo la sponda di Momentè, non perdona Perilli dopo aver avuto tutto il tempo per sistemarsi la sfera e calciare nell’angolo più lontano.

È una doccia fredda, gelata; una beffa che colpisce nell’orgoglio la Reggiana che prova a sistemare in fretta e furia la situazione senza però fare nemmeno un graffio all’Ancona.

La ripresa porta un briciolo di vivacità, un po’ di coraggio nella Reggiana che sulla falsariga del primo tempo comincia osando.

Il copione non cambia: una Reggiana vogliosa ma comunque poco attraente sotto il profilo del gioco presidia la metà campo dei marchigiani che continuano ad usare l’arma del contropiede. Poi Ghiringhelli, dopo il clamoroso errore in apertura di gara che poteva indirizzare la sfida su altri binari, ne commette un altro che compromette la sfida beccandosi il secondo cartellino giallo. Il tiro cross di Cesarini è l’unico sussulto col quale la Reggiana prova a rimettersi in corsa, poi Frediani grazia gli emiliani, sparando addosso a Perilli il colpo del ko che porta Colucci a provare a recuperare il risultato giocandosi i tre cambi (Nolè, Guidone e Rizzi) nei minuti finali. Tanta la frenesia, poca la lucidità, la Reggiana ci prova con Marchi dalla distanza ma fa il pieno di rimpianti ed esce dal “Del Conero” con una sconfitta da dimenticare in fretta.

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