Santini: «Reggio non ama la pallavolo»
Il vice presidente del Conad Tricolore: «Tanti sforzi ma il pala resta semivuoto»
REGGIO EMILIA. Per il Volley Tricolore è andato in archivio un anno ricco di soddisfazioni. La formazione allenata da Pupo Dall’Olio ora è al 5° posto in piena zona playoff e a soli 4 punti dalla vetta. E giovedì sera al PalaBigi alle 20,30 arriva Cantù per dare un'ulteriore carica alla corsa.
A tracciare un bilancio di questo 2016 non poteva essere che il patron Azzio Santini, vicepresidente esecutivo artefice della costruzione di questa squadra.
«E' stato un bell'anno, anche se non sono solito guardarmi dietro, ma cerco di vedere avanti. Però se dovessimo dare un voto, direi che questo Volley Tricolore merita un bell'8 in pagella. Abbiamo ottenuto e raggiunto forse più di quello che era nelle nostre possibilità. Siamo cresciuti a livello di conoscenza, i nostri giocatori sono sempre stati di buon livello. E anche quest'anno nonostante abbiamo fatto scelte diverse, come inserire giocatori giovani creando un mix con alcuni veterani, ma soprattutto del nostro territorio, il roster allestito è ottimo. Siamo stati bravi a puntare tutto su Kody, lo avevamo detto che questa sarebbe stata la sua stagione. I risultati lo confermano e stanno venendo fuori. Siamo in corsa per i playoff, oggi potremmo avere anche 3 punti in più se avessimo avuto meno infortuni. Anche quest'anno non siamo quasi mai riusciti a giocare con la squadra al completo. Penso che quando ci riusciremo potremo davvero dare filo da torcere a chiunque».
Luci, ma anche ombre. In particolare due poco allegri in questo 2016 appena trascorso vengono alla mente del patron Santini:
«Dispiace soprattutto per James. Una grande persona e un grande allenatore che avevo voluto a tutti i costi. Ma è andata così e gli auguro ogni bene, soprattutto per sua moglie che speriamo tutti si riprenda. Ma guardando al bicchiere mezzo pieno, ora abbiamo Dall'Olio. Credo che un allenatore così a Reggio non si sia mai visto. Ha un curriculum pazzesco, ha vinto tutto sia da giocatore sia da allenatore. Abbiamo trovato il migliore sulla piazza e siamo fieri di averlo con noi, ma anche orgogliosi che ci abbia scelto».
L'altra punta di amarezza riguarda il rapporto con la città: «Nonostante tutti gli sforzi fatti in questi anni, non siamo riusciti ancora a diventare di moda a Reggio. La pallavolo non riesce a far breccia nei reggiani. E questo dispiace molto perché stiamo davvero mettendo anima e cuore in questa realtà. La gente dovrebbe darci una chance, venire almeno una volta al palazzetto e vedere quanto sia meraviglioso questo sport. Vorrei ricordare che dopo calcio e basket ci siamo noi. Ma nel volley ci sono molte altre realtà molto più piccole di Reggio, come Tuscania per esempio, che hanno i palazzetti pieni. Il mio sogno è quello di vedere stabilmente al PalaBigi 1.500 persone. Reggio e questa squadra meriterebbe questo. Poi la Legavolley ci mette del suo con partite fissate a orari disgraziati come a mezzogiorno, tutto questo per motivi televisivi. Anche se la piattaforma dove vengono trasmesse le gare non mi convince molto, anzi. Dove vogliamo arrivare e quali obiettivi abbiamo per il 2017? Intanto - e non lo dico come battuta - dobbiamo ringraziare che ci siamo ancora. Vogliamo crescere sempre, ma dipende anche dalla città. Anche l'anno scorso ho fatto lo stesso appello ed è ancora valido. Vorrei che ci fosse qualcuno disposto a darci una mano, anche più soggetti. Altrimenti non posso guidare per sempre questa locomotiva. Da soli non si va da nessuna parte. Allora anche in questo 2017 rifaccio questo appello nella speranza che i reggiani capiscano che c'è anche la pallavolo, sport sano, pulito e di grandi opportunità per togliersi soddisfazioni».
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