Mister Bagatti il perfezionista «Puntare sempre più in alto»
Calcio serie D: l’allenatore della Correggese parla del momento positivo della squadra e degli obiettivi «Tanti tifosi ci seguono quotidianamente e siamo diventati un gruppo di amici che si sostengono»
CORREGGIO. In linea con la tradizione, il calcio a Correggio è tornato a far sognare. L’impresa di aver dato la scossa, oltre a riportare ai vertici la squadra nel difficile campionato di serie D, porta la firma di Massimo Bagatti, che si sta ripetendo ad alti livelli, come già aveva fatto in modo miracoloso nel recente passato, sempre su questa panchina. «Chi mi conosce sa che il mio obiettivo è quello di vincere tutte le partite- ammette il mister modenese-. A Correggio sei obbligato a far bene, perché dal presidente Lazzaretti in giù c'è un grande capitale umano e un’organizzazione importante».
Come Sarri e Giampaolo, il tecnico 51 enne, originario di Fiumalbo, possiede una dote non comune negli allenatori, quella di insegnare calcio, permettendo ai giocatori di diventare migliori. Non è un mistero se su questo lembo di provincia sono sbocciati, uno dietro l'altro, Luppi, Sabotic, Gucci, Grandolfo, Paterni, Selvatico e Camarà. «Il nostro credo è prendere solo atleti che abbiano fame e voglia di crescere, per arrivare nelle categorie superiori. Spesso andiamo su atleti in fase calante che però, al tempo stesso, abbiano voglia di ritornare forti. Qui tutti ci sono riusciti».
Quale è dunque il suo segreto?
«Ho un pregio, non essere superficiale. Chi mi conosce sa che ho tanta voglia in allenamento di spiegare i meccanismi, lavoro applicandomi con molta intensità. Come modulo mi ispiro a Giampaolo, come visione di gioco mi piace molto Sarri, però il mio riferimento rimane sempre Massimiliano Allegri».
Quello che lascia agli avversari solo la speranza…
«Max è un amico caro, che sento e frequento spesso, mi piace il suo modo di stare in campo, l’approccio alle gare, il rapporto con i giocatori e la gestione dello spogliatoio e l'ambiente. Con uno come lui c'è sempre da imparare».
A proposito di ambiente, che clima di respira in paese, visto che siete già da mesi nelle prime posizioni della classifica?
«Con Correggio ho un rapporto eccezionale, tutti mi vogliono bene. Tanti tifosi ci seguono quotidianamente, siamo così diventati come un gruppo di amici, che si sostengono e si stimano vicendevolmente».
Con questo team di giocatori, dove spera di arrivare?
«Ho chiesto a tutti di sposare una causa e di darsi degli obiettivi, di puntare il più in alto possibile. Ci sono in questo girone tantissime squadre strutturate e forti, vincerà chi ha più valori all'interno dello spogliatoio. Prevarrà come sempre la compattezza morale del gruppo e si sa che a Correggio questo ha sempre fatto la differenza».
I giovani possono diventare una variabile di peso in serie D?
«Sarebbe bello trovare Under già collaudati, invece arrivano sempre meno pronti, ci vuole così più tempo per farli diventare grandi».
Come sarebbe il rapporto se avesse in squadra Niccolò, suo figlio, centrocampista di prospettiva, appena passato dal Castelvetro al Castelfranco?
«L'ho allenato fino che era un bambino, adesso sarebbe incompatibile, non vorrei mai mi accadesse una situazione del genere. Per giocare dovrebbe essere il doppio più forte degli altri calciatori».
Il Lentigione non scherza, quest'anno dimostra di volare alto. È preoccupato?
«Zitti, zitti, hanno fatto la squadra per vincere. In attacco dispongono di più giocatori che fanno paura. Puntano evidentemente a fare il botto».
Mister Bagatti sta gettando le basi per un piccolo capolavoro che rende orgogliosi tifosi e tutto l'ambiente sportivo di Correggio. Il campionato riparte, dopo la lunga sosta natalizia e un rinforzo di peso che abbina qualità, dinamismo e fantasia. Sognare non costa niente.
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