I tifosi pazzi di gioia sui social ma non mancano gli scettici
REGGIO EMILIA. «La Befana ha le scarpe e la canotta rosse». Altro che carbone, per gran parte dei tifosi reggiani l’Epifania ha portato una sorpresa inaspettata e graditissima, il ritorno di uno dei...
REGGIO EMILIA. «La Befana ha le scarpe e la canotta rosse». Altro che carbone, per gran parte dei tifosi reggiani l’Epifania ha portato una sorpresa inaspettata e graditissima, il ritorno di uno dei capitani più amati, Rimantas Kaukenas.
L’addio del lituano era stato vissuto con amarezza in estate, anche perché seguito alla seconda finale scudetto persa in fila, e la voce del nuovo accordo ha scacciato via amarezze e nostalgie. La notizia ha iniziato a girare attorno alle 19 di venerdì e in poco più di un’ora centinaia di bacheche Facebook, reggiane e non solo, hanno iniziato a riportare il regalo di inizio 2017. A dominare, una gioiosa incredulità. L’emozione è cresciuta progressivamente in un venerdì di festa che a Reggio per migliaia di persone è stato ancora più festoso.
«Non ci credo, finalmente adesso sistemiamo tutto quanto», hanno scritto in tanti. Kaukenas è visto come la miglior soluzione per le fragilità caratteriali emerse: «ogni tanto i nostri ragazzi si spengono, adesso che torna a lui a urlargli nelle orecchie vedrai che cambia tutto», afferma un sostenitore reggiano in una pagina Facebook scatenando decine di commenti. I più speranzosi si informano sull’altro dioscuro lituano: «ma torna anche Darjus? Come sta con la schiena?». L’onda lunga è proseguita per tutta la giornata di ieri. Assieme all’euforia, però, sin dal primo momento sono emersi anche alcuni dubbi e perplessità. I più romantici pensano agli effetti deleteri dei ritorni a tempo scaduto: «si era ritirato giocando alla grande, dopo una finale. Era il modo più glorioso. Adesso torna e chissà come vanno le cose, oltretutto in una squadra molto diversa. Speriamo non faccia la fine di Kakà al Milan», riflette un tifoso calciofilo. Altri pensano anche a una Grissin Bon incapace di staccarsi dal passato: «Rimas ci ha fatti diventare grandi, ma questo era l’anno per crescere. Senza i veterani, questa era davvero la squadra italiana di oggi e domani. E a gennaio riprendiamo un 40enne? Lo adoro, è un fenomeno, ma che senso ha?», scrive un appassionato storico. «E poi, si metterà a litigare con Aradori per chi comanda?». Riflessioni anche legittime, ma alla fine la gioia spazza tutto: «adesso mi lamento, ma appena entra e fa due canestri dei suoi chi si ricorda tutto il resto?». E questa assomiglia molto alla verità. (a.a.)
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