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La Juve riparte asfaltando il Bologna

La Juve riparte asfaltando il Bologna

Doppietta di Higuain, a segno anche Dybala per il quale Marotta non vuole sentire parlare di partenza per Madrid

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TORINO. Per evitare di essere presi a calci nel didietro da Allegri, come da corollario della sconfitta in Supercoppa, i giocatori della Juventus hanno pensato bene di risolvere in fretta la pratica Bologna. Dopo 7’ Higuain aveva già scritto il suo nome nel tabellino marcatori e prima dell’intervallo Dybala ha trasformato il rigore della sicurezza, nel mezzo un paio di occasioni in maniera che nessuno potesse mettere in discussione impegno, abnegazione, determinazione, fame, motivazioni. Poi è arrivata la seconda rete del Pipita, giunto a quota tredici e simbolo del rinascimento bianconero: amen. La Juventus è ancora la Juventus.

Il termometro abbondantemente sotto lo zero ha allontanato dallo Stadium persino i più ostinati ma la Juventus, diversamente da Doha, ha cominciato e finito con un piglio gradevole, tanto che dopo 7’ era già passata in vantaggio con un ricamo di Pjanic alla Pirlo e la perentoria legnata di Higuain, apparso a suo agio con Dybala a fianco e un rifinitore alle spalle. Allegri ha preferito tenere in panchina il nuovo acquisto Rincon e ha esibito sulla sinistraAsamoah, erede di Evra destinato a partire e di fatto il vice-Alex Sandro. Il vantaggio non ha esaurito la spinta dei bianconeri, che hanno sfiorato due volte il raddoppio (con il Pipita e Marchisio), che sono andati sul 2-0 pochi istanti prima dell’intervallo grazie a un rigore raccolto da Sturaro (fallaccio di Oikonomou) e trasformato da Dybala.

Il Bologna ha fatto quello che poteva. L’incapacità di attivare Destro è il punto debole degli emiliani che si sono affidati alla regia di Viviani e Di Francesco. Magari qualcosa sarebbe potuto succedere nella ripresa se dopo 10’ il Pipita non avesse confezionato il tris, imbeccato da Lichtsteiner. Lì la partita ha visto calare la pietra tombale. Dybala ha avuto sul piede il pallone giusto per ingrassare il punteggio ma la conclusione è stata fuori misura. Con Cuadrado al posto di Pjanic, incostante, i campioni sono passati al 4-4-2, mentre un’ovazione ha accolto l’uscita del Pipita per Mandzukic. Anche il debutto di Rincon è stato salutato dal pubblico con enfasi: mancava poco all’epilogo ed era l’ultima emozione di una notte di onesta superiorità. I cori hanno dato l’illusione di un pò di tepore.

«Perez ha fatto una telefonata per Dybala? Non ha chiamato. Il vincolo che abbiamo con Dybala è pluriennale, ha ancora tre anni e mezzo di contratto con noi». Il direttore generale della Juventus Beppe Marotta blinda l’attaccante argentino. «Abbiamo approcciato con il suo entourage perché vogliamo migliorare il suo rapporto economico perché ha dimostrato di valere ed è giusto ritoccargli il contratto. Il rapporto con lui è idilliaco, non ci sono timori che possa andare via anche perché credo che la Juve rappresenti una delle migliori squadre al mondo. La Juve non è punto d’arrivo ma è una certezza presente e futura: n A proposito della situazione di Evra, escluso dai convocati per il Bologna e in odore di cessione, Marotta ha evidenziato che «è stata una scelta consensuale, è un momento per lui di riflessione. Andrà in scadenza a giugno, ha 35 anni ed è giusto che valuti il suo futuro. Se dovesse partire lo sostituiremo con i giocatori già in rosa, abbiamo Asamoah che ha ricoperto quel ruolo e il giovane Mattiello che si è ripreso dall’infortunio - ha svelato - Masina possibile obiettivo? Non mi addentro nello specifico perché lo affronteremo ed è giusto che giochi con tranquillità. È sicuramente un ottimo giocatore, il calcio italiano sta sfornando giovani interessanti e lui avrà sicuramente davanti a sé una grande carriera».

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