Gazzetta di Reggio

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«Io leader della Reggiana? Non mi tiro indietro»

di Juri Panciroli

Gael Genevier: «Mi piace giocare davanti alla difesa, sono qui perché c’è un progetto ambizioso»

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REGGIO EMILIA. «Io leader della Reggiana? Sono stato preso per dare un contributo da questo punto di vista e non mi tiro indietro dalla mie responsabilità». Si presenta così il centrocampista francese 34enne Gael Genevier dopo aver firmato un contratto fino al termine della prossima stagione (a Lumezzane aveva un contratto di tre anni ed aveva anche richieste da altre squadre blasonate).

L’impatto con Reggio?

«Sono stato accolto benissimo da tutto l’ambiente ed ho notato che si lavora molto sull’intensità con un tecnico che guida lo spogliatoio per tirare fuori il meglio da tutti. Quella che mi ha riguardato non è stata una trattativa veloce perché se ne parlava da tempo ma sono contento di essere qua, in una società con ambizioni ed un progetto molto preciso ed ora non vedo l'ora di scendere in campo perché è la cosa più bella».

Perché ha scelto la Reggiana?

«Perché corrisponde a ciò che cercavo: pubblico, società ed ambizioni importanti, poi il direttore Grammatica ha dimostrato maggior desiderio di avermi qua dove ritrovo Manconi, conosciuto al Novara e dove fino a poco fa c'era Mogos che ho avuto a Lumezzane».

Ci sarà un progetto a lungo termine per lei, magari con un futuro da dirigente?

«Fino a quando sto bene voglio giocare e ora mi sento un ragazzino, del futuro se ne parlerà. Intanto pensiamo a fare bene in campo, so che ero un punto di riferimento a Lumezzane infatti tanti ex compagni mi hanno chiamato, ma tra i miei obiettivi c'era quello di poter migliore ancora, nonostante la mia età».

Sa che Reggio è una piazza esigente?

«Ho avuto la fortuna di giocare in altre piazze importanti e so che possono esserci aspetti negativi per alcuni, non per me. I giocatori hanno bisogno di determinate pressioni per tirare fuori qualcosa in più».

Lei come gioca?

«Ho fatto il mediano a due e preferisco stare davanti alla difesa se si gioca a tre».

La più forte del girone?

«Il Venezia, molto organizzato e con giocatori importanti mentre il Parma, che ho affrontato nella mia ultima partita a Lumezzane, non l'ho visto benissimo anche se migliorato rispetto all'andata».

Col Venezia c’è l’obbligo di vincere?

«No, meglio che lo pensino gli altri così sentiranno più pressione».

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