«Servono esperienza e testa sulle spalle»
Il ds granata Grammatica: «C’è stato qualche problema, abbiamo bisogno di un gruppo di senatori che guidi la squadra»
REGGIO EMILIA. «Abbiamo avuto qualche problema e la scelta di prendere Gael Genevier va nella direzione di aumentare il tasso d’esperienza e di mentalità». Il ds Andrea Grammatica spiega chiaramente cosa significa l’acquisto del centrocampista francese. Qualità tecniche, ma anche «morali», al servizio di tutto l’ambiente.
L’obiettivo della società è «avere un’ossatura di sei o sette uomini d’esperienza», sui quali fare affidamento nel tempo, nel caso del 34enne un uomo d’ordine in mezzo al campo, che possa dare un aiuto anche nello spogliatoio, dove sono emersi i limiti legati al fatto di avere molti giovani e pochi senatori.
La società cerca ora una seconda punta, per rimpiazzare Luigi Falcone andato alla Viterbese e Hector Otin Lafuente, sul quale ora c’è anche il Gubbio. Il Modena insiste per Raffaele Nolè, che però vuole restare a Reggio anche se in scadenza.
Dopo la partenza di Vasile Mogos si cerca sempre un terzino destro da affiancare a Ghiringhelli, mentre Maxime Giron potrebbe tornare all’Avellino per poi essere girato in prestito altrove. «Per il ruolo di terzino destro vedremo se c’è una soluzione giovane vantaggiosa o se punteremo su un giocatore più esperto. L’idea è di avere tre terzini forti», più Erik Panizzi che può anche fare il centrale.
Tornando sul mercato di gennaio il ds ha detto che sono anni «che non si vede una forza economica del genere in Lega Pro, con squadre che investiranno quattro milioni nel solo mercato di riparazione».
La società granata non ha questa forza ma il ds invita a non vedere questo aspetto come un limite. «Non siamo obbligati al salto di categoria come queste squadre. Chi investe così tanto è perché se non fosse promossa in B sarebbe di fronte a un fallimento. Il presidente Mike Piazza non mi ha detto che se non si va in B quest’anno andrà via da Reggio. Al contrario questo è un progetto di medio e lungo periodo». Secondo Grammatica la Reggiana deve tornare a muoversi «a fari spenti», lasciando alle avversarie l’onere di dover fare per forza il salto di categoria, che resta comunque un obiettivo dichiarato anche in via Mogadiscio.
E sulla partita del 22 gennaio con la capolista il ds tiene a precisare che «il progetto della Reggiana non inizia e non finisce con la sfida con il Venezia». Un tentativo di togliere un po’ di pressione da un evente che viene già visto come una specie di dentro o fuori per la corsa alla testa della classifica.
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