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Kaukenas è tornato dopo la squalifica

di Jacopo Della Porta
Kaukenas è tornato dopo la squalifica

La giustizia sportiva gli aveva inflitto tre mesi per i soldi in nero a Siena, una vicenda che poi non ha avuto effetti penali

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REGGIO EMILIA. L’inchiesta “Time Out” sul fallimento del Siena Basket arriva in tribunale. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per 14 indagati e l’udienza preliminare è stata fissata per il 16 febbraio. Sono invece usciti dall’inchiesta i 17 giocatori che erano coinvolti, tra cui Rimas Kaukenas, che erano accusati di evasione fiscale per aver percepito compensi in nero dalla Mens Sana, poi fallita nel luglio 2014. Nel corso dell’inchiesta le posizioni di molti giocatori sono state archiviate. All’atto della conclusione delle indagini, nella scorsa primavera, Kaukenas e gli altri giocatori non sono stati raggiunti dall’avviso di conclusione. «È lecito ritenere che la vicenda non abbia più risvolti penali», conferma il legale difensore Gian Nicola Ferrari.

La vicenda ha invece avuto strascichi dal punto di vista sportivo, come raccontato a suo tempo, con i giocatori coinvolti che sono stati deferiti e poi inibiti. Di questa vicenda si è tornati a parlare in questi giorni dopo il ritorno di Kaukenas alla Pallacanestro Reggiana.

In un servizio di Telereggio il direttore del tg Gabriele Franzini ha sottolineato come il lituano sia stato presentato l’11 gennaio, giorno esatto in cui scadeva l’inibizione di tre mesi comminata in ottobre. «La cronologia dei fatti - ha detto il direttore - potrebbe indurre qualcuno a rileggere la vicenda del ritiro di Kaukenas, annunciato il 7 luglio adducendo prevalentemente motivi di salute e senza riferimenti ad indagini di sorta, e del suo clamoroso ritorno in Grissin Bon, proprio nel giorno della fine dell’inibizione».

Ambienti vicini alla società, che non ha voluto commentare questa vicenda, fanno però notare che la tempistica dell’addio e del ritorno non dà aditi a sospetti. I giocatori coinvolti, tra cui Pietro Aradori, sono stati convocati a fine luglio dalla giustizia sportiva. Il lituano, che aveva già annunciato l’addio, non si è preoccupato di difendersi perchè non pensava ad un eventuale ritorno. Il risultato è stato che gli altri atleti se la sono cavata con 20 giorni di inibizione, a partire dal 29 luglio, e sono dunque tornati subito a disposizione, mentre all’ex capitano biancorosso è stata successivamente inflitta una sanzione più pesante, per lui però priva di alcun valore, avendo ormai appeso le scarpe al chiodo.

La decisione di tornare, dicono dalla Grissin Bon, è stata invece presa a fine dicembre. A quel punto la società lo ha presentato quando la squalifica era conclusa. Della vicenda non è stato fatto cenno, fanno sapere, perché era di dominio pubblico e comunque non di competenza della società.

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