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«In estate non si parlava di vincere a tutti i costi»

di Cristiana Filippini
«In estate non si parlava di vincere a tutti i costi»

L’allenatore: «Io a rischio in caso di sconfitta? Non sono preoccupato per me ma per la squadra»

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REGGIO EMILIA. Una vittoria per continuare ad inseguire un sogno e per mettere in sicurezza la panchina di Colucci. Ma anche in caso di mancata vittoria il tecnico granata dice di non sentirsi in pericolo.

Questa gara è decisiva per il suo destino?

«La società ha fiducia nel sottoscritto e non so se il risultato della partita possa decidere il mio futuro. So solo che quando abbiamo parlato quest’estate si parlava di anno “zero”, e quindi di costruire un progetto. Le società gestite da stranieri, come mi è capitato a Bologna, parlano di progettualità anche se in Italia questo termine è inflazionato, tutti ne parlano ma nessuno lo porta a termine. Quindi non si parlava di vincere il campionato a tutti i costi, ma si parlava di costruire attraverso quello che è settore il giovanile e le infrastrutture, tutto questo nel corso degli anni. Quindi è cambiato qualcosa?

I tifosi sono insoddisfatti...

«I tifosi li capisco perché dopo diciotto anni il troppo amore per questa squadra sfocia nella rabbia, ma è amore e non rassegnazione. Li capisco quando perdono la pazienza perché le cose non vanno come vorrebbero e allora si parla di mandare via Tizio e Caio e ripartire. Non mi preoccupa il futuro di Leo Colucci, se voglio allenare il prossima anno alleno, mi preoccupa invece la Reggiana. Quindi chiedo di avere fiducia nella società e nei ragazzi, non importa se non hanno fiducia in me. Gli allenatori cambiano ma la Reggiana rimane».

Veniamo allora alla partita contro il Venezia ...

«Le settimane di sosta sono un'incognita per tutti, fermo restando che il Venezia è una squadra attrezzata per vincere il campionato. Forse però è meglio affrontare una squadra con questo blasone perché ti può dare più motivazioni».

Che aria si respira nello spogliatoio?

«Le ultime partite hanno un po' scombussolato il viaggio di questa squadra. Però i ragazzi sono carichi e in queste due settimane abbiamo lavorato bene. Sono curioso di vedere la squadra all'opera. Voglio vedere spensierati e senza timore».

Soddisfatto del mercato?

«Sì, Genevier lo volevo io perché la Reggiana non ha mai avuto un play. Sui movimenti in uscita ho sempre detto che sono tutti cedibili. Se c'è un giocatore che non vuole rimanere è meglio cederlo. Chi rimane a Reggio deve sputare sangue per la maglia, non esistono nomi ma uomini».

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