É scattata la caccia al successore di Leo Gregucci in pole
L’ex granata è uno dei papabili per la panchina Ma circolano anche i nomi di Colombo, Pane e Zanetti
REGGIO EMILIA. Angelo Gregucci. E’ questo il nome caldo per il dopo Leonardo Colucci. Per sostituire il tecnico di Cerignola si fa il nome di un suo ex compagno di squadra, protagonista l’anno scorso sulla panchina dell’Alessandria, sconfitto in semifinale di Coppa Italia con il Milan. Gregucci al momento è libero e si è visto qualche volta al Città del Tricolore.
Ma ci sono altre piste da non sottovalutare. L’ex Alberto Colombo è tuttora sotto contratto ed è invocato da parte dei tifosi. Richiamandolo però la società ammetterebbe di aver commesso un errore a mandarlo via.
C’è poi la soluzione interna con Paolo Zanetti, che a breve avrà il patentino e sta facendo cose strabilianti con la Berretti. Ma attenzione anche al nome di Alessandro Pane, un ex non amato da tutti ma al quale si deve l'ultima promozione dalla C2 alla C1 e gode di estimatori tra i dirigenti di via Mogadiscio.
Ieri sera l’avventura di Colucci è sembrata conclusa.
Il 44enne tecnico di Cerignola, tra l'altro uno dei calciatori granata protagonisti dell'ultima promozione in Serie A ai tempi di Carlo Ancelotti, potrebbe pagare a caro prezzo il 3-0 interno subito ieri ad opera della capolista Venezia non tanto per come è maturato -nel calcio ci sta una sconfitta dolorosa e magari immeritata- ma perché è arrivata in un periodo dove Marchi e compagni hanno raggranellato solo un punto nelle ultime quattro partite, di cui tre casalinghe, in un Città del Tricolore che fino a novembre era un fortino pressoché inespugnabile. Che qualcosa scricchiolasse attorno a lui l'aveva già capito al termine della gara col Bassano del 23 dicembre infatti, nonostante la vetta della classifica fosse solo a due punti per colpa di un gol incassato nei minuti di recupero, aveva rassegnato inaspettate dimissioni: una mossa dettata forse dalla grande delusione per il modo in cui la sua squadra aveva perso malamente il derby col Parma pochi giorni prima, difficile da digerire per un gladiatore come era lui sul campo, o magari suggerita dall'ostilità nei suoi confronti di tanti tifosi che lo accusavano di non aver dato un gioco alla Regia.
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