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Ferrarini: «Occorre più fiducia e compattezza»

Ferrarini: «Occorre più fiducia e compattezza»

Amareggiata la presidente Ferrarini: «Momento duro». In silenzio il patron Landi

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REGGIO EMILIA. Amarezza, rabbia, rammarico, delusione. Si fatica a condensare in un solo termine le emozioni che si vivono in tribuna alla fine della partita. Alcune le trasmette la presidente della Pallacanestro Reggiana.

«Difficile commentare questa gara – afferma Licia Ferrarini – anche se le assenze per infortunio di alcuni nostri giocatori, lo si è facilmente notato, pesano oltre misura. Sarà indispensabile ritrovare, alla svelta, un po' più fiducia e il giusto ritmo. A dire il vero questa sera ho registrato una certa reazione, ma serviva qualcosa di più. Sono necessarie ulteriori energie: domani presenteremo il nuovo giocatore che è stato acquistato della società».

E aggiunge subito: «Guai però a demoralizzarci, dovremo soffrire ma anche saper tenere duro. È necessario restare compatti per ritrovare il giusto ritmo, la determinazione».

Meno loquace il patron Stefano Landi che, a caldo, preferisce non esprimere giudizi. E lo stesso fa il vice presidente, Ivan Paterlini, che nell'intervallo aveva però anticipato le evidenti difficoltà a giocare senza il capitano Aradori, annotando l'utilità del ritorno di Kaukenas anche se apparentemente un po' contratto, probabilmente per il timore di commettere errori. Nella sosta dopo i primi due quarti abbiamo raccolto le entusiastiche annotazioni di una coppia di spettatori cinesi, Wv Wanquin e Cristian Lin, titolari del Sushiko, società che fa parte degli sponsor della squadra biancorossa. A braccia aperte e solo un eloquente «Che dire?» arriva invece dal titolare della Grissin Bon, Pietro Bernardelli, al fischio finale dell'incontro dopo il tempo supplementare.

«La squadra gioca in emergenza – completa il quadro delle annotazioni il presidente della Provincia Giammaria Manghi – e per questo fa fatica. Ho comunque notato una bella grinta, ho visto lottare punto a punto. Peccato solo sia finita male». Poi conclude: «Servirà ritrovare il filo smarrito, eliminare le difficoltà di natura psicologica. Il ritorno di Kaukenas si è dimostrato utile ma non è bastato. Serve il ritorno di Aradori per ridare il giusto equilibrio a tutto il gruppo». (l.v.)

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