Varini: «È dura ma non si può mollare»
Il ds della Pro Vercelli domenica era allo stadio: «Se Marchi segnava il rigore...»
REGGIO EMILIA. «Sarà dura per tutti ma la Reggiana ha l’obbligo morale di provarci, mica si può suicidare perché il primo posto è svanito, tanto più se non mi pare in estate di aver sentito dire che si puntava diritti alla promozione come hanno fatto Parma e Venezia». Massimo Varini, diesse della Pro Vercelli con cuore granata, domenica era allo stadio.
Che impressione ha avuto, Varini, della Reggiana con il Venezia?
«Buona, per 60- 70 minuti ho visto una squadra esprimersi meglio di altre volte in cui pure aveva vinto, pur al cospetto di una formazione che anche quando il pallino del gioco l'aveva la Reggiana si è mostrata più consistente. Il Venezia ha grande fisicità davanti e dietro, qualità tecniche, risorse economiche da categoria superiore, non ne bisogno ma sento che sta cercando ulteriori rinforzi, in Domizi un elemento dalla forte personalità che mi dicono tenga tutti in riga, eppure fino al rigore sbagliato i granata se la sono giocata».
Episodi decisivi?
«Se Marchi segna il rigore od ancor prima, se va dentro il pallone di Spanò preso sulla linea, probabilmente saremmo qui a parlare di un'altra storia, il Parma, tanto per dire, ha vinto sull'unico tiro in porta e per di più c on un’azione irregolare, la Reggiana ultimamente non è molto fortunata nelle situazioni topiche»,
Sarà, ma è indubbia una certa involuzione, si è dato una spiegazione?
«Da fuori è difficile, di certo c’erano delle problematiche all’interno che sono emerse, togliendo serenità all’ambiente, questa è una squadra che all'ultimo minuto di recupero con il Bassano, ed eravamo a natale, mica a ferragosto, era prima, qualcosa si deve essere rotto ed il fatto che la società stia intervenendo massicciamente sul mercato, rifacendo o quasi la squadra, la dice lunga».
Tanti movimenti in uscita testimoniano che in estate si è sbagliato la scelta o del giocatore o dell'uomo…
«Azzeccare le due componenti non è facile, il giocatore non mi sembra l’abbiano sbagliato, l’uomo, od il ragazzo , visto che di giovani si tratta, probabilmente ha deluso, non si è rivelato per quello che si pensava ma ci sta, fa parte del gioco».
Si va verso l’esonero di Colucci, con il senno di poi , non era meglio accettarne le dimissioni?
«Ripeto, sono all’esterno,checché se ne pensi non ho un filo diretto con Grammatica ed altri dirigenti, non conosco le valutazioni fatte allora ed adesso, forse si pensa al cambio per dare una sferzata, provare ad invertire la rotta, ma nel calcio l’importante è la coesione societaria, l’unità di intenti, la chiarezza degli obiettivi e dei programmi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
