Frosini: «Ora la squadra può cambiare volto»
REGGIO EMILIA. La prima mossa di un mercato destinato ad altri colpi. Difficilmente l’ingaggio di Reynolds sarà l’ultimo movimento biancorosso in entrata, come confermato dal direttore sportivo...
REGGIO EMILIA. La prima mossa di un mercato destinato ad altri colpi. Difficilmente l’ingaggio di Reynolds sarà l’ultimo movimento biancorosso in entrata, come confermato dal direttore sportivo Alessandro Frosini presentando il lungo americano: «Con Reynolds inizia il cambiamento di assetto per la nostra squadra, lui può darci atletismo, fisicità e capacità di giocare nel pitturato, formerà una nuova coppia con Cervi e ci darà consistenza in un momento in cui ne abbiamo bisogno», ha spiegato.
Il «cambiamento di assetto» vivrà nuove tappe, quindi. E’ lo stesso Frosini a confermarlo: «Probabilmente sì - dice - cambieremo ancora qualcosa rispetto all’attuale assetto, ma prima di tutto vogliamo recuperare i nostri giocatori infortunati, Aradori e soprattutto Gentile, fermo ormai da tempo».
Senza contare che «c’è sempre Kaukenas da inserire. Lui non è un giocatore semplice da inserire, e adesso dovremo aspettarci anche un calo fisico, è quasi inevitabile. È arrivato in forma, ma un conto è allenarsi da soli un conto è il basket giocato: la prima gara ha giocato forte, adesso un calo ce lo possiamo aspettare». Qualche novità è comunque in programma, l’indiziato numero uno rimane ovviamente Lesic ma – con l’organico biancorosso al completo – anche il reparto esterni potrebbe essere ripensato per dare una diversa identità tecnica ai biancorossi.
A ogni modo, si farà tutto il necessario «per uscire dal momento di difficoltà e involuzione. Dobbiamo rimanere tutti uniti e pensare ai prossimi obiettivi, la Coppa Italia e un buon piazzamento per i play off. Dobbiamo invertire l’attuale rotta, per fortuna abbiamo iniziato con 7 vittorie nelle prime 8 gare e abbiamo messo fieno in cascina. Adesso però ci siamo fermati e non possiamo accettare una situazione simile: parlo per la società, ma vorrei che lo capissero bene anche i giocatori», commenta secco il direttore sportivo.
Un direttore sportivo che forse rimpiange i giorni belli con canotta e pantaloncini: «Per me - ammette Frosini - sarebbe sicuramente più semplice essere in campo a dare una mano, piuttosto che stare qui a fare il direttore sportivo», sorride. «Adesso però sono il direttore sportivo di questa società e faccio quel che posso per migliorare la situazione». (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
