Gazzetta di Reggio

Sport

Marchi vuole essere ceduto, c’è la Ternana

di Juri Panciroli
Marchi vuole essere ceduto, c’è la Ternana

Il diesse Grammatica: «Tornassi indietro cercherei un paio di “senatori” per guidare i giovani»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «L'arrivo di questi calciatori offensivi alza il tasso qualitativo della rosa». Ne è convinto il diesse Andrea Grammatica che ora deve anche fare i conti con altre possibili partenze. Prima tra tutti quella di Ettore Marchi. Il capitano granata avrebbe infatti ufficialmente chiesto di essere ceduto e potrebbe andare alla Ternana. «Valuteremo le richieste di chi vuol partire, soprattutto per i giovani che magari vogliono più spazio si potrà trovare un accordo, ma per altri devono farci un'offerta di un certo tipo». Poi, riguardo ai nuovi arrivi: «Carlini copre più ruoli, da seconda punta ad attaccante esterno o dietro le punte, è rapido. Contiamo su di lui per costruire lo zoccolo duro della squadra. Riverola ha tecnica e può fare mezzala destra o sinistra ma anche l'esterno offensivo o il trequartista».

Poi Grammatica affronta il capitolo partenze: «Abbiamo avuto alcune vicissitudini che ci hanno portato a scelte drastiche. Ora dobbiamo capire su chi possiamo contare non soltanto dal punto di vista tecnico ma anche caratteriale. Per arrivare ad un risultato credo che ci vorrà del tempo anche se tutti vorremmo scalare la classifica in fretta».

Con l’arrivo di Menichini sembra essersi sbloccato anche il mercato. «Col nuovo tecnico c'è sintonia ma è meglio non far nomi per evitare speculazioni, vedi Corazza che il Novara vuol tenere nonostante i tanti attaccanti». La Reggiana cerca una seconda punta ed un terzino sinistro.

«Tra i giovani dell'Entella - dice Grammatica - mi piace Mota Carvalho, un '98 che non capisco come non giochi titolare in Serie B ma ora sarebbe una scommessa qua».

Mentre Marchi sembra essere vicino alla Ternana il ds ribadisce che nessuno è sul mercato. «Manconi lo vorrei tenere nonostante i difetti perché ha qualità e potrebbe diventare un nostro patrimonio ma non dipende da noi e se esce ci costringerà a sostituirlo». Infine una riflessione su dove migliorare. «E' responsabilità di tutti quando si cambia l'allenatore poichè condividi il suo lavoro ma la maggior serenità di chi subentra potrà dare qualcosa al di là delle capacità tecnico-tattiche. Reggio dà le giuste pressioni per iniziare una carriera e, tornando indietro, prenderei un paio di senatori in più per gestire i più giovani. Per quanto riguarda la gestione infortuni la società si è convenzionata con strutture importanti e si proverà a migliorare lo stato dei campi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google