«Rimboccarsi le maniche e risalire la classifica»
Il debutto di Menichini: «Il modulo? Come dice Mazzone un cuoco deve saper cucinare più piatti»
REGGIO EMILIA. È la giornata del debutto sulla panchina granata per il neo tecnico Leonardo Menichini. Un debutto che arriva dopo cinque giorni. «In questi giorni - spiega - abbiamo fatto tanto lavoro. È chiaro che ai giocatori serve tempo per assimilare quelle che sono le nuove direttive, però vedo che il gruppo mi segue e i ragazzi sono attenti. Per ora sono soddisfatto del loro comportamento».
Proprio per questo non farà grossi cambiamenti al debutto?
«Cerco di portare avanti quelli che sono dei meccanismi già collaudati, poi nel corso delle settimane vedremo se ci saranno dei correttivi. Il mio maestro Carletto Mazzone diceva che l’allenatore è come un cuoco: deve saper cucinare più cose perché non si può fare bene solo una cosa».
Ha dei dubbi sulla formazione?
«Un allenatore si porta sempre dei dubbi fino alla vigilia».
Quando la comunicherà ai ragazzi?
«Poco prima della partita».
Nella sua testa gli undici sono già decisi?
«Certamente sì».
Che schema adotterà?
«Abbiamo provato il 4-3-2-1 ma anche il 4-3-1-2 e il 4-3-3. Ci sono più variabili e possibilità. Non è detto che si debba continuare con un modulo all'infinito».
Qual è l’obiettivo di questa trasferta a Santarcangelo?
«Cercare il massimo. In questo momento siamo attardati in classifica e, senza fare tanti proclami, dovremo cercare di risalirla. E per risalirla c’è un solo modo: fare il massimo».
Tra i tifosi ci sono grandi aspettative...
«So quanto è calda e passionale questa piazza e tutti noi vogliamo invertire la tendenza di questo ultimo periodo. Mi dispiace per i tifosi, con i quali ho parlato ai campi, perché non potranno essere a Santarcangelo ed è a rischio anche la partita contro il Modena. Proprio per questo motivo dovremo dare ancora di più».
Come lo vive questo ennesimo debutto?
«C’è curiosità e c'è emozione per un ambiente nuovo, ma è sempre stimolante. In carriera qualche squadra l'ho girata e un po di esperienza me la sono fatta».
Che atmosfera ha trovato qui?
«Dispiace per chi è andato via così Colucci, ndr) come sono sicuramente dispiaciuti i giocatori che gli erano più legati. Ma queste sono le leggi del calcio, è successo a me di essere esonerato così come da giocatore ho visto esonerati allenatori ai quali ero legato. Che dobbiamo fare? Rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo».
Che idea si è fatto di Reggio?
«È una città fantastica che già conoscevo e che mi piace. Si sta bene, si vive bene e c'è bella gente. Uno stadio fantastico e una società organizzata con progetti seri ed ambiziosi. La prossima settimana conto di fare un giro per il centro a prendere un aperitivo».
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