Reynolds, l’inesperienza pesa ma il suo esordio è positivo
REGGIO EMILIA. Pregi e limiti attuali in bella vista. Il debutto di Jalen Reynolds in maglia biancorossa non si può certo definire deludente, anche in considerazione dei pochi giorni avuti per...
REGGIO EMILIA. Pregi e limiti attuali in bella vista. Il debutto di Jalen Reynolds in maglia biancorossa non si può certo definire deludente, anche in considerazione dei pochi giorni avuti per inserirlo nella sua nuova realtà. Il lungo ha confermato quali sono allo stato attuale le sue doti e quali gli aspetti su cui deve crescere. In 12’ ha portato a casa 8 rimbalzi, di cui 5 difensivi, e preso ben 7 tiri, diversi dei quali nella stessa azione, ricatturando il pallone dopo il proprio errore. Ha dato presenza fisica orizzontale e verticale, con muscoli ed elevazione.
Solitamente la difesa reggiana cambia faccia quando Cervi esce per rifiatare, l’area diventa terreno di conquista e l’intimidazione viene meno. Con Reynolds la questione cambia parecchio, Reggio potrà permettersi di allargare la difesa, sapendo che sotto rimane un guardiano affidabile. Il lato oscuro dell’esordio del lungo americano è legato all’inesperienza. In soli 12’ ha commesso quattro falli, che lo hanno estromesso dalla contesa prima del previsto, e le letture possono migliorare parecchio. È spesso a rischio di infrazione di passi, come da lui stesso riconosciuto, una tara quasi inevitabile per chi dal college Usa approda in Europa. Quando ha ricevuto il pallone nel pitturato ha sempre cercato il tiro, curandosi poco delle altre opzioni, anche se poi l’energia a rimbalzo gli ha permesso di rimediare alle forzature.
Per riassumere Reynolds è apparso acerbo, e lo si sapeva. È reduce da soli quattro mesi di A2, non è abituato a un basket di grande tattica come quello europeo, con zone, trappole e raddoppi. I falli ne sono la miglior testimonianza.
La bilancia pende comunque sul lato positivo. Il potenziale è enorme, e già ora la sua energia e la sua presenza a rimbalzo e come protettore dell’area sono importanti. In particolar modo per una formazione come l’attuale Reggio: un atleta reattivo e carico è l’ideale per smuovere una formazione che appare spenta e disillusa. E diventerebbe surreale attribuire al 22enne inesperto appena arrivato grosse responsabilità per la sconfitta.
Senza scordarsi che l’impatto con la A non è stato dei più dolci. Sassari è la squadra più in forma del momento e ha due centri complementari. Lydeka ha stazza e malizia, Lawal è un Reynolds con più centimetri, più esperienza e più credibilità con gli arbitri. Due brutti clienti, che hanno comunque impiegato tempo per adattarsi all’esplosività del centro biancorosso e “incastrarlo” con giocate di furbizia costate falli evitabili. Per chiudere in musica, si potrebbe dire che il ragazzo si farà: la maglia numero 7 è già sua, e il problema delle spalle strette non sussiste. (a.a.)
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