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«Se avessimo più cattiveria saremmo in testa alla serie D»

di Mara Bianchini
«Se avessimo più cattiveria saremmo in testa alla serie D»

Calcio, Federico Davoli non si dispera malgrado la prova incolore della sua Correggese a Castelfranco «Non ci manca nulla, dobbiamo solo giocare con la consapevolezza di poter imporre il nostro gioco»

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CORREGGIO. La prestazione incolore della Correggese sul campo del Castelfranco l’ha fatta scendere di un gradino. I biancorossi si trovano ora al secondo posto in coabitazione con Delta Rovigo e Lentigione.

«Non siamo stati molto brillanti - spiega il centrocampista Federico Davoli - ma andare a giocare a Castelfranco non è facile per nessuno. Abbiamo messo insieme una prestazione al di sotto delle nostre potenzialità, ma ci abbiamo provato. Abbiamo avuto un paio di occasioni, ma non le abbiamo sfruttare in pieno. Purtroppo quando troviamo squadre che si chiudono dietro fatichiamo a fare il nostro gioco e questo ci penalizza»

Federico Davoli classe 1989 è uno dei “veterani” della Correggese e, forse, dopo Filippo Iori, che ora è un rinomato fisiatra, è quello con più anni di carriera a Correggio.

Per Iori sono stati quattordici mentre per Davoli otto.

«Sono arrivato il primo anno di Promozione dall’Arcetana - continua Davoli - per poi risalire le categorie fino alla serie D. Un bel percorso e mi piacerebbe molto arrivare anche più in alto. Ma vedremo cosa accadrà quest’anno. Di certo abbiamo visto che vincere i playoff porta a poco per cui puntiamo ad arrivare primi».

Bilancio positivo?

«Sì certamente. Non a tutti capita di vincere un campionato, poi vincere i playoff di Eccellenza e salire in serie D. Vincere due volte i playoff di serie D, rimanerci e arrivare ad una finale di Coppa Italia a Firenze. Poi ho avuto un infortunio ai legamenti, ma sono molto soddisfatto della fiducia che il presidente Claudio Lazzaretti a riposto in me e che spero di aver ricambiato».

Ora gioca un po’ meno, come mai?

«Sono reduce da una lesione al retto femorale rimediata a Castelvetro che mi ha tenuto fuori dal campo per un mesetto poi ho avuto un’infiammazione al ginocchio e ora, tenendo le dita incrociate, sono due settimane che non ho nulla per cui mi sono allenato con il gruppo. Mi manca solo il ritmo partita e quello piano piano lo recupererò».

Le pesa non giocare?

«Diciamo che vorrei riuscire a fare di più per la mia squadra ma non mi pesa perché in campo ci va chi sta meglio».

Come sta la Correggese?

«Non è brillante ma sta provando a fare qualcosa di importante. Siamo secondi a un punto dall’Imolese e cercheremo di fare ancora meglio ogni domenica».

Cosa vi manca?

«Dobbiamo solo approcciare meglio le partite e magari entrare in campo con la consapevolezza di poter imporre il nostro gioco. Ci serve più determinazione e cattiveria agonistica che fatichiamo a far emergere. Però se avessimo tutte queste qualità saremmo primi e non certo a guardare cosa ci manca».

Domenica un altro test importante con il Poggibonsi.

«Giocheremo in casa e vogliamo vincere. Dimenticare Castelfranco, migliorare gli errori commessi e far vedere che ci siamo e che non ci molliamo».

C’è qualcosa che la preoccupa nei toscani?

«In teoria no, ma in pratica sì. Siamo in un campionato dove si può vincere o perdere contro tutti e dove bisogna sempre essere sul pezzo per cercare di dare continuità. Perché solo con un po’ di continuità si potrà riuscire a distaccarsi dalle avversarie».

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