«Ai mondiali da outsider scenderò senza pressione»
Sci, Giuliano Razzoli si allena in Appennino in vista dell’appuntamento iridato «Mancano due settimane alla discesa di Saint Moritz e sto lavorando sodo»
VILLA MINOZZO. Finalmente a casa, Giuliano Razzoli non nasconde il piacere di riposare qualche ora, in questo fine settimana, nella quiete domestica. Sarà un intervallo in un ambiente sereno ma purtroppo una parentesi breve. È tornato mercoledì a Razzolo, dopo il volo da Stoccolma, confortato dalle sensazioni provate nello slalom parallelo in notturna nel quale si è confrontato con i migliori specialisti del mondo anche se non è riuscito ad entrare nella finale. È fiducioso della ritrovata sicurezza che va cercando da mesi dopo gli incidenti di cui è rimasto vittima nel corso del 2016. In Svezia ha saputo inoltre di essere stato chiamato a far parte del team italiano per i Mondiali.
«Sabato e domenica - spiega - mi alleno sulle nevi dell’Appennino poi partirò per unirmi alla squadra azzurra in ritiro. Andremo a lavorare sulle Alpi, fra Madesimo e Livigno, quindi poco distanti da Saint Moritz dove si gareggia per l'iride il 19 febbraio. Prima dell’appuntamento svizzero sono atteso da un solo impegno ufficiale, il Team Event del giorno 14, un parallelo a squadre che questa volta si disputa in ore diurne. Sarà l’ultimo assaggio agonistico prima di entrare nel clima del cimento in terra svizzera».
«Ci saranno altre due settimane per lavorare - precisa - e per crescere. Mi accorgo di giorno in giorno di stare meglio e nelle ultime gare credo di aver fatto ulteriori passi avanti. Spero proprio di affacciarmi a questo importante appuntamento nelle condizioni migliori: non voglio avere alcun rimpianto. È dall’inizio della stagione che non ho raccolto un premio alle mie fatiche. Il miglior piazzamento è stato un 11esimo posto: poco davvero. Ma mi sento giustificato perché non sono mai stato in condizioni perfette ed ho dovuto rincorrere costantemente la forma migliore. Ma sono convinto che prima o poi ci arrivo. Io non smetto di avere fiducia e lavoro sodo, guardo sempre avanti».
Prima delle convocazioni ai Mondiali il “Razzo” auspicava di far parte del gruppo italiano insieme a Thaler infortunato. «Spero che anche lui possa ritrovare piena efficienza fisica», chiarisce.
A Razzoli i Mondiali non hanno però mai regalato alcuna gioia. Sarà la volta buona?
«È proprio vero, meno di così è impossibile perché non sono mai riuscito a piazzarmi. Non ho mai finito la gara. Ma prima o poi arriva la volta buona. Consideratemi un “outsider”, così non ho obblighi e mi sento più tranquillo. Chissà che alla fine non si possa gioire tutti insieme. Non dico come a Vancouver, ma io provo sempre ad andare forte. Solo dopo il traguardo faccio i conti». (l.v.)
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