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podismo / mezza maratona di verona

Bogdanich (Corradini) parte ultimo, per ogni sorpasso un euro in beneficenza

Bogdanich (Corradini) parte ultimo, per ogni sorpasso un euro in beneficenza

REGGIO EMILIA. Massimiliano Bogdanich, il forte maratoneta che da 18 stagioni veste la gloriosa maglia della Corradini Calcestruzzi Rubiera, sarà ancora testimonial dell'Associazione Abeo...

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REGGIO EMILIA. Massimiliano Bogdanich, il forte maratoneta che da 18 stagioni veste la gloriosa maglia della Corradini Calcestruzzi Rubiera, sarà ancora testimonial dell'Associazione Abeo (Associazione bambino emopatico oncologico) all'interno della 10^ Half Marathon di Giulietta & Romeo a Verona il 12 febbraio. Un gesto a dimostrazione del grande cuore di questo atleta del tutto particolare, che oltre a macinare centinaia di chilometri fa di sport, famiglia e solidarietà i suoi principi, l'impresa di Massimiliano è veramente unica in quanto partirà per ultimo e ad ogni sorpasso che effettuerà donerà un euro a favore della causa. A fare da apripista per questa impresa saranno le medaglie olimpiche Paola Pezzo e Elia Viviani.

Bogdanich è il Campione Italiano Master 50 di Maratona 2016 e quotidianamente trascorre le proprie pause pranzo ad allenarsi al Campo Sportivo Consolini, la struttura del Coni di via Antonio Ascari a Verona. La domenica poi gareggia e come detto il resto del proprio tempo libero tra famiglia, lavoro e volontariato. Max oltre ad essere un atleta fortissimo dal punto di vista agonistico e un uomo dal cuore d’oro, quando gareggia ti si affianca e nonostante lo sforzo di un maratoneta non smette mai di sorridere ed inizia a dispensare consigli.

Conosciamo meglio questo atleta. «Lavoro come carrozziere e indipendentemente da ciò che uno fa, lavorare dà dignità all'uomo; ma la mia grande soddisfazione è la mia splendida famiglia, sono sposato da ventisette anni e sono padre di tre ragazzi tra i ventuno ed i tredici anni. Vent'anni fa, quando è arrivato il momento di decidere tra l’attività sportiva a tempo pieno e la mia vita, ho scelto la mia famiglia; ora gareggiare non è la mia vita, ma il mio stile di vita, vado a lavorare, mi alleno in pausa pranzo, torno al lavoro e poi mi dedico interamente alla famiglia».

L’atleta è testimonial Abeo da molti anni «e questa iniziativa e decisamente bella ed interessante anche dal punto di vista emotivo; permetterà di far conoscere ed apprezzare a migliaia di persone l'Associazione, sensibilizzando le persone verso i tumori infantili, ma anche di sostenere il progetto Villa Fantelli per migliorare l’esperienza terapeutica ai bambini ospedalizzati».

Massimiliano Bogdanich ha un modello. «Da atleta ho sempre amato la storia di Dorando Pietri e penso che lo sport in generale, e la corsa in particolare, dovrebbe tornare quella di un tempo; in questo mondo ci sono atleti che corrono tutte le settimane, inanellano un record dietro l'altro e sono alla costante ricerca del loro personal best. L’uomo però ha anche dei limiti, che non devono mai essere superati, quando mi alleno vedo runners che corrono con tanto di auricolari oppure supportati da allenatori virtuali; così facendo però, non ci si ascolta il nostro corpo. È proprio il nostro corpo che durante la corsa ci manda segnali che devono essere sentiti e compresi». (a.s.)

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