Il carteggio con Chamberlain
Le “prove”, il Gobe le custodisce in casa sua, in una sorta di caos ordinato che è tipico delle camerette dei bambini. Le “prove” sono quelle di una passione che l’ha preso da bambino e non lo ha più...
Le “prove”, il Gobe le custodisce in casa sua, in una sorta di caos ordinato che è tipico delle camerette dei bambini. Le “prove” sono quelle di una passione che l’ha preso da bambino e non lo ha più lasciato. Le prove sono due foto e le loro rispettive buste autentiche. Documenti, o se preferite, reperti, di mezzo secolo fa. E’ infatti il 1967 quando un quindicenne di Reggio Emilia con il chiodo del basket decide di entrare in contatto con i suoi miti. Che , incredibilmente, rispondono.
Nelle buste c’è l’indirizzo del giovane Della Corna (che è lo stesso di oggi) e sull’altro lato, l’intestazione del mittente.
In un caso è nientemeno che Wilt Chamberlain (“... To Roberto... ” dice la scritta sulla foto), che per tanto tempo, guardacaso fino all’entrata in scena di Michael Jordan verrà considerato il miglior giocatore di tutti i tempi. Nell’altro è la formazione dei Boston Celtics che spedisce a Roberto la foto autografata della roster del 1967.
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