Scontri, Daspo di 5 anni e la firma in questura
Il provvedimento più duro per un giovane tifoso reggiano con un precedente Tre anni per gli altri due ultras nei guai. Possibile il ricorso al prefetto o al Tar
REGGIO EMILIA. Mano pesante della questura di Bologna sull’entità dei Daspo che hanno colpito tre tifosi della Grissin Bon per i fatti accaduti nel dopopartita della sfida di campionato – al pala Dozza – fra la squadra biancorossa e la capolista EA7 Milano (si era giocato nell’impianto felsineo e non a Reggio per motivi di capienza, perchè in circa 5.500 hanno assistito al match di cartello).
I tre Daspo riguardano altrettanti tifosi (legati al gruppo Arsan) sotto i trent’anni: per uno di loro – con un precedente sulle spalle – sono cinque gli anni in cui gli viene vietato l’accesso a stadi e ad assistere a manifestazioni sportive, inoltre tutte le volte che gioca la Grissin Bon ha l’obbligo di firma in questura a Reggio. Sui tre anni, invece gli altri due Daspo e senza l’obbligo di firma. Ora i tre tifosi della palla a spicchi hanno due vie per opporsi al provvedimento emesso dalla questura bolognese e poi trasmesso a quella di Reggio: un ricorso al prefetto oppure un ricorso al Tar. Da quanto ricostruito dagli inquirenti, un gruppetto di ultras reggiani a fine gara aveva tentato di raggiungere lo storico bar della Fossa della Fortitudo, distante pochi metri dal pala Dozza e lì era stato intercettato dalla celere bolognese. Si era arrivati allo scontro fisico, tanto che entrambe le parti coinvolte avevano rimediato ferite e contusioni. La versione della polizia era stata fortemente contestata da esponenti ultras sui social. Testimone oculare l'esterno della Grissin Bon Amedeo Della Valle che in quelle ore “calde” aveva ricostruito quanto visto in un post sulla propria pagina Facebook, schierandosi dalla parte dei tifosi.«Nonostante la bella vittoria con Milano – aveva scritto Della Valle – uscendo dal pala Dozza mi sono ritrovato davanti a uno scontro tra le forze dell'ordine e alcuni membri della tifoseria reggiana. Guardando la scena con i miei occhi la prima cosa che ho notato è stata una reazione esagerata e uso della forza contro la tifoseria. Qui – prosegue – non voglio assolvere i tifosi e dire che non sbagliano mai (molte volte sento insulti e palle di carta in campo), ma in questo caso le manganellate le avrei evitate. Non è bello vedere gente a terra. Visto che non è stata la prima, né l'ultima volta che succede una scena di questo tipo (purtroppo) che il buon senso prevalga nelle prossime difficoltà».(t.s.)
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