Gazzetta di Reggio

Sport

«Una sfida difficile su un terreno pesante»

di Juri Panciroli
«Una sfida difficile su un terreno pesante»

L’allenatore Menichini sugli avversari: «Hanno giocatori importanti e un collettivo aggressivo»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Ci siamo allenati in settimana con grande entusiasmo e partecipazione sul sintetico, poiché i campi erano fangosi, dove la circolazione di palla è più veloce e si fatica meno mentre a Bolzano troveremo un campo non buono, sia a livello ambientale che per la forza dell’avversario, ma soprattutto per il fondo e noi prediligiamo terreni buoni per esprimere le nostre qualità».

Mister Leonardo Menichini presenta così la sfida Sudtirol-Reggiana. «Ho visto i loro filmati e ci sono giocatori importanti. Parlando con Genevier, che li ha incontrati da poco col Lumezzane, mi confermava un collettivo che sa aggredire ed esprimersi facendo ottimi risultati in casa».

Considerando le condizioni del campo farà modifiche?

«So già chi giocherà e lo capiscono anche loro nelle situazioni che si provano in allenamento però cerco di tenerli tutti sulla corda perché anche quelli che staranno fuori sono importanti. La competitività è fondamentale perchè chi ha il posto deve difenderlo e gli altri tentare di rubarlo per crescere. Ci sono due fasi nel calcio: nel non possesso si riconquista palla sia con incontristi che con strategie collettive mentre quando abbiamo la palla voglio esprimere gioco perciò mi servono giocatori che le sappiano fare entrambe».

Cosa chiede a questa partita?

«La crescita generale, perché ci sono aspetti di gioco da migliorare, senza trascurare la cosa più importante cioè il risultato. Questa squadra ha fatto cose importanti nel girone d’andata ed ora c'è una ripresa nei risultati ma non va abbassata la guardia per evitare brutte figure. Sotto il profilo nervoso e di concentrazione dobbiamo essere pari all'avversario per cercare di far valere le nostra qualità sennò si fa fatica ad ogni livello».

Cosa non le è piaciuto delle prime due gare?

«Difficile che le cose vadano sempre come sono preparate perché c'è l'avversario ma il sacrificio generale di tutti è un segnale positivo: carattere e motivazioni sono fondamentali. Bisogna sbagliare meno nelle finalizzazioni ma in Lega Pro c'è agonismo e si pensa prima a distruggere che a creare e col Modena abbiamo saputo aspettare per trovare i varchi giusti e, una volta sfiancati, si poteva raddoppiare. Un aspetto questo da migliorare».

I giocatori sono come li aspettava?

«Si conoscono allenandoli e c’è chi fa più fatica ad interpretare ciò che chiedo ma tutti partecipano ed hanno voglia di accontentarmi, seguendo il mio disegno tattico, e sono encomiabili poi c'è chi non ha la condizione migliore ma quando c'è voglia di fare si può crescere».

Anche i giocatori ripetono che ha portato serenità.

«Dico loro che è un gioco, un attimo di svago, anche se trascina migliaia di persone. Fa piacere e se mi seguiranno potrò dargli molto per le loro carriere e per il collettivo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google