Reynolds il doge delle plance ha risuscitato la squadra
REGGIO EMILIA. Carpe diem ovvero cogli l'attimo. È ciò che ha fatto la Grissin Bon domenica sera, pur con tanto cuore in gola. È infatti bastato un attimo nel concitato finale del Taliercio, per...
REGGIO EMILIA. Carpe diem ovvero cogli l'attimo. È ciò che ha fatto la Grissin Bon domenica sera, pur con tanto cuore in gola. È infatti bastato un attimo nel concitato finale del Taliercio, per trovare entusiasmo sia per il proseguo del campionato, sia in ottica Final Eight.
E pensare che tutto lasciava presagire ad un esito ben diverso.
Una maledetta domenica. Tre minuti ed il tabellone è già impietoso con McGee che suona la carica: 11-0. Timeout Chissà forse a coach Menetti saranno venute alla mente le parole del collega Tony D'Amato, alias Al Pacino di Ogni Maledetta Domenica dopo l'avvio da incubo dei suoi. “Non so cosa dirvi davvero. Ora noi o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l'altro, fino alla disfatta. Siamo all'inferno adesso signori miei. Credetemi. E possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce”.
Il doge delle plance. Il primo raggio di luce arriva al 6'. Fuori Cervi dentro Reynolds. Il centro del Michigan conferma ancora una volta quanto di buono mostrato nelle prime due gare in biancorosso mettendo a segno 5 punti in poco più di un giro di lancette, mostrando oltretutto grande feeling con De Nicolao per un asse play-pivot che ha fatto sicuramente stropicciare gli occhi agli esteti ed ai palati più fini. Dopo 12' minuti mentre la Grissin Bon ancora annaspa lui è già in doppia cifra trasformandosi in un perfetto gondoliere abile nel guidare la barca nelle acque agitate della laguna, spadroneggiando sotto canestro unendo agilità e prestanza fisica come un vero e proprio doge delle plance.
Il suo score finale dirà 21 punti con 8/9 da due 5/6 ai liberi, 4 rimbalzi. La domanda sorge spontanea: che ci faceva un giocatore simile in A2?
Istinto e testa quadra. Reynolds primo attore dunque nel giorno del carnevale di Venezia, ma gli altri? Nei momenti chiave sono arrivate giocate di buon livello dal trio De Nicolao-Della Valle-Cervi. Se Reynolds ha risollevato una squadra in ginocchio, loro hanno contribuito a farla prima camminare e poi correre, facendola scappare a +8, piazzando un parziale di 16-7. a cavallo tra il secondo ed il terzo quarto. Palloni distribuiti a dovere e punti del play veneto, che si rivelerà il match winner, triple in rapida sequenza della guardia di Alba condite dal decisivo assist nel finale e tanta caparbietà e tda parte del pivot reggiano che lotta come un leone di Piazza San Prospero pronto a ruggire in faccia a quelli di Piazza San Marco.
Deficit e speranze. Chi ancora una volta va dietro la lavagna, sono Kaukenas, Polonara e Needham. Il lituano non ha certamente incantato la platea. Lo stesso dicasi per Polonara, che dopo il 5/5 con Brindisi, continua a dare troppa confidenza al tiro dall'arco, con risultati insufficienti. Needham, ha addirittura rischiato di rovinare la festa biancorossa commettendo una ingenuità clamorosa in palleggio ad 11” dall'ultima sirena, regalando così ad Haynes il canestro del 73-72.
Il Capitano. Discorso a parte merita capitan Aradori, al rientro dopo un mese di problemi muscolari, il quale sarà chiamato ad un importante verifica già dopodomani contro Capo d'Orlando. Ci sarà anche Jawad Williams e si giocherà per il secondo trofeo della stagione. Servirà maggiore convinzione per non aggrapparsi ad un attimo fuggente che non sempre si lascia afferrare strada facendo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
