Bomber Zappulla, 250 gol e non sentirli
Prima Categoria, l’attaccante: «Ho 36 anni e non mi fermo. Il segreto è il lavoro»
CORREGGIO. Bomber per duecentocinquanta volte. E' il numero di gol raggiunto domenica da Roberto Zappulla. Un traguardo da grande attaccante, a coronamento di una carriera iniziata nel settore giovanile della Reggiana. Da qui sei mesi tra Brescello e Carpi, poi lo sbarco nei dilettanti con le maglie di Novellara, Virtus Mandrio, Cadelboschese, Castelnovese, Falk e San Prospero Correggio dove milita attualmente. «Il traguardo che ho raggiunto - ammette bomber Zappulla - è il sogno di una vita. Alla Reggiana iniziai come terzino, se continuo tuttora a buttarla dentro significa che qualcuno in passato ha fatto degli errori. La mia non è polemica, ma una semplice constatazione. Della mia carriera rifarei tutto, quando mi volto indietro non ho rimpianti».
Ma il primo gol in assoluto, se lo ricorda ancora?
«Certamente, avevo sedici anni. Era il derby tra Novellara e Campagnola, che coincise anche con il mio debutto. Entrai ad un paio di minuti dal termine, segnai e vincemmo la partita».
C'è una rete alla quale è particolarmente affezionato?
«A livello simbolico scelgo quella allo spareggio con la Falk, che consentì alla società di tornare in Promozione dopo 25 anni. Nello stesso periodo ho pure segnato un gol in rovesciata, infilando la palla all'incrocio. Giocavamo contro il Maranello. Chi era alla partita, ancora adesso mi dice che non ha mai visto un gol del genere dal vivo».
A chi dedica questo traguardo personale?
«Ai miei genitori, a mia moglie Paola e mia figlia Eleonora. Il primo pensiero è per le persone care, oltre a quelle che hanno sempre creduto in me. Penso anche ai grandi presidenti che ho avuto, con i quali ho tuttora ottimi rapporti».
La carta d'identità recita che lei è del 1980.
«Non intendo fermarmi. Il calcio non è amore e fantasia, ma sacrificio e costanza. So perfettamente che serve impegno, senza il lavoro non si arriva da nessuna parte. Ogni giorno porto avanti il mio obiettivo, stando attento anche nell'alimentazione. E poi ci metto dedizione ed attaccamento, l'ultimo allenamento che ho saltato risale a sei o sette anni fa».
Continuerà al San Prospero Correggio?
«Qui sto bene, mister Ghizzoni è bravissimo nel trascinarci a grandi risultati. Sono anche più rigido nei miei confronti, non sfrutto più solamente il mio fiuto del gol. Corro e mi sacrifico maggiormente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
