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«Tornare alla Reggiana Questo sì che è un sogno»

di Juri Panciroli
«Tornare alla Reggiana Questo sì che è un sogno»

Il terzino Matteo D’Alessandro domenica sarà in campo con il Lumezzane «A Reggio ho preso casa e per me sarebbe un orgoglio giocare nella mia città»

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REGGIO EMILIA. «Ho qualche acciacco ma domenica con la Reggiana voglio esserci, sarebbe la mia prima volta da ex visto che l'anno scorso, con la Pro Patria, fui operato ad una mano proprio il giorno prima del match e per me è una partita speciale». Il terzino Matteo D'Alessandro, nato a Sondrio nel 1989, non è solo un ex granata ma un reggiano adottivo perché «da quest’estate ho fatto una scelta di vita prendendo casa a Cella con la morosa, nella città che mi ha coccolato e permesso di farmi conoscere».

A dicembre arriva la chiamata del Lumezzane.

«Difficile spiegare la mia fatica ad accasarmi in estate. Non mi reputo né un fenomeno né scarso ma forse pago scelte sbagliate in passato e l’assenza di un procuratore. Avevo altre proposte da altri gironi, con gli stesi obiettivi di salvezza, ma ho preferito questa destinazione».

L'anno scorso balzò alle cronache per quel gol segnato al debutto con la Pro Patria dopo mesi di inattività.

«Ero consapevole che a Busto sarebbe stata una situazione di classifica quasi disperata ma avevo bisogno di giocare. Incredibile quel gol al volo dopo 50’’, in un derby, contro Pea il mio ex tecnico a Monza, in un ruolo nemmeno mio ed in quella che sarebbe rimasta l'unica nostra vittoria del campionato».

A Lumezzane ha fatto in tempo a conoscere Genevier?

«Sì, un vero capitano e punto di riferimento che mi ha fatto grande impressione che qua tutti ricordano come una guida in allenamento ed un regista che non ha paura di prendersi le responsabilità in campo guidando i giovani».

Cinque sconfitte di fila: cosa succede al Lumezzane?

«La società è molto seria, con 25 anni di Lega Pro senza mai penalizzazioni, ed ora c'è un periodo di transizione dove sono cambiati molti giocatori e la guida tecnica. Secondo me non è uno scandalo aver perso queste ultime partite, tutte contro squadre fortissime che hanno obiettivi ben diversi dai nostri».

Vi spaventa questa Reggiana che ha superato il periodo nero?

«Dobbiamo portare rispetto a questa squadra ma se avessimo paura avremmo perso già prima di entrare in campo. Col nuovo tecnico hanno cambiato marcia, sono in salute ed hanno una rosa ben composta dopo un mercato di gennaio intelligente».

Farete le barricate?

«Noi le giochiamo le partite ed è strano vedere come tante squadre forti ripartano proprio vincendo con noi. Abbiamo una delle difesa più forti del girone ma purtroppo facciamo una fatica bestiale a fare gol».

Nel ritorno avete già trovato Parma, Gubbio, Bassano, Feralpisalò e Venezia: qual è la più forte?

«In generale vorrei dire che in Lega Pro ci sono due blocchi: società vicine alla Serie B ed altre che provano a sopravvivere cercando di azzerare i costi. Tra le prime il Venezia mi sembra la squadra più pronta mentre col Parma giocammo prima della sosta ed il mercato non l'aveva ancora stravolto».

Un pronostico?

«Ripeto, mi ha colpito il Venezia per giocatori, organizzazione e collettivo poi spero che la Reggiana arrivi prima del Parma».

Coltiva ancora la speranza di tornare in granata?

«Sarei orgoglioso di tornare nella squadra della mia città. Il mio sogno nel cassetto è ritornare ad alti livelli e la Reggiana è una società al top in Lega Pro, pronta per il salto di categoria. Già domenica proverò emozioni a tornare lì...»:

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