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Sbaffo è fuori dal tunnel: «È l’anno buono»

Calcio Lega Pro, parla il fantasista della Reggiana sulla via del definitivo recupero fisico

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REGGIO EMILIA. «Avuta la possibilità di venire a Reggio, mi è piaciuta e l'ho accettata». Lo "Zidane" granata Alessandro Sbaffo, due bimbe da crescere che non gli permettono distrazioni fuori dal campo, è tornato in gruppo dopo un paio di infortuni ed è pronto ad aiutare la Reggiana nello sprint finale.

«E' stata un'annata difficile per me, dove faticavo ad allenarmi per tre settimane di fila, ma penso che la parte più importante debba ancora arrivare. Sono venuto qui per costruire qualcosa di importante, ci stiamo giocando i primi posti dall'inizio e sono concentrato su questo, al futuro penseremo da giugno. Venendo da un momento con poca continuità qualche dolore l’avverto ancora perciò ho bisogno di minuti per tornare ad alti livelli ma nelle ultime settimane ho potuto allenarmi bene e sono ottimista».

A Bolzano la sua prestazione è stata giudicata ottima...

«Su un campo del genere mi sembrava di aver giocato due partite e penso valga anche per i compagni. Sono stati due punti persi ma più che per la prestazione sono contento per aver tenuto 80 minuti».

Nel suo ruolo?

«A centrocampo li ho ricoperti un po’ tutti, preferirei fare il trequartista ma questo tipo di mezzala mi è congeniale».

C'è già intesa col gruppo?

«Veniamo da un periodo difficile, fatto di momenti con tanti confronti tra noi, che mi hanno permesso di conoscere persone vere e che fanno con piacere il loro lavoro».

E in campo?

«Lì serve tempo perché si è praticamente iniziato daccapo con tanti volti nuovi e modalità di lavoro diverse».

Parlava di modalità di lavoro diversi.

«L'esperienza con Colucci è stata molto importante per la mia carriera perché mi ha cambiato il modo di vedere le cose a anche calcisticamente ci ha insegnato tanto infatti alcuni adesso calcano terreni di Serie B. Ogni allenatore imposta il suo lavoro come vuole e con l'arrivo dei risultati ora le cose vanno bene quindi è giusto continuare così».

Domenica c'è un Lumezzane che in tanti danno in crisi...

«Non conosco quali erano gli obiettivi iniziali della squadra lombarda e anche per questo non voglio giudicare: per me gli avversari sono tutti uguali. Per questo penso alla mia squadra e so quali sono i nostri obiettivi: vincere il campionato o comunque provarci ai play-off. Per quanto mi riguarda spero di stare bene e di trovare un po’ di continuità in modo da poter dare il mio contributo. Magari con un pizzico di fortuna in più: tra pali e vittorie sfiorate all'ultimo che potevano portarci lassù, di sfortuna ne abbiamo avuta sin troppa».

Pensa di aver raccolto poco in carriera?

«Di norma faccio scelte istintive. Mi sento realizzato nella vita ma per le mie qualità nel calcio potevo fare di più, ora sono al posto giusto nel momento giusto e sento la fiducia di tecnico e società quindi sono convinto di poter dare una grande mano».

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