Grissin Bon, che occasione persa
I biancorossi cullano l’illusione di approdare in finale, ma alla fine è Milano a spuntarla
REGGIO EMILIA. Persa dalla panchina, prima che dai giocatori in campo, la semifinale di Coppa Italia vede la Grissin Bon uscire tristemente di scena, lasciando a Milano la finale.
Immenso il rammarico fra i duemila reggiani in trasferta che per lunghi minuti hanno accarezzato l’idea di giocarsi il trofeo. Sul +10 prima che Menetti scegliesse di giocarsela sino all’intervallo senza centri di ruolo (carichi, è vero, di falli) e con un quintetto piccolo e difensivamente fragile. Inafferrabile poi il motivo per cui gli ultimi, decisivi, minuti del match, il coach reggiano se li giochi senza De Nicolao, sin lì il migliore del lotto e capace, oltre che di crivellare la retina dell’EA7 (100% al tiro), anche di renderesilente Cinciarini.
In ogni caso, i duemila che hanno raggiunto il polo fieristico riminese da Reggio possono mitigare la delusione con la certezza che la Grissin Bon può giocarsela ad armi pari contro le stelle meneghine.
Al via si respira l’aria dell’evento, in quella che per tutti è la finale anticipata.
Al via, Milano usa il fisico, più di tutto. Reggio soffre, soffre i muscoli prima che il talento degli avversari. Gli arbitri non fanno che zufolare e di fatto non è che un monologo milanese fino a che Aradori non s’accende e avvicina i suoi sino al - 1 (6-7). Da lì, dalla fiammata, del capitano, Reggio tiene sempre il passo dei campioni d'Italia. Polonara e Della Valle mandano avanti Reggio, Kaukenas, dalla riga bianca, allunga sino al 19 a 14. Ma Macvan da sotto ci mette subito la pezza con uno schiaccione. E' un attimo, solo un attimo. Perché i biancorossi sono ormai lanciati. Esalta, il contropiede ai mille all'ora di De Nicolao per il 23-16, massimo vantaggio reggiano. MacLean realizza due liberi, ma Reggio chiude il quarto, sul 26-18 con la tripla perfetta di Aradori.
Il volto scuro di Repesa sul 26 a 18 con cui s'apre il secondo periodo, dice tutto. McLean scappa a Cervi e mette il cesto del -6 milanese. L'ondata milanese prosegue con Pascolo (tripla) e soprattutto, grazie ai pasticci offensivi reggiani. I dong del ferro disgraziatamente si moltiplicano e il gioco estremamente fisico alla lunga Reggio lo paga. Perfetto dalla riga bianca, Pascolo mette l'EA7 sul - 1. Silente e in confusione per oltre 3', la Grissin Bon ritrova il canestro con Denik (tripla importantissima), quindi Williams sporca poi il referto per il nuovo +6 dei biancorossi d'Emilia (31-25).
Segue una nuova fiammata meneghina, prima che la nuova ala reggiana si esprima come sa dai 6.75. Il 36 a 28 alla metà del quarto spinge Repesa, nervoso tanto da rimediare un tecnico, a fermare il tempo per un minuto. Il +10 che fa schizzare in piedi i duemila al pala Fiera è opera del furetto De Nicolao che la fa sotto il naso ai colossi avversari. Avanti, Reggio è però progressivamente caricata di falli. I lunghi Reynolds e Cervi, soprattutto. Tanto che Menetti si gioca la coppia Polonara-Williams e, poco dopo, perfino Polonara-Strautins. Il quintetto piccolo, però, subisce troppo: Milano s'avvicina con apparente facilità e poi impatta con una bomba di Kalnietis. Sul 45 pari, si chiude quindi la prima parte di gara.
Le proteste costano a Repesa il secondo tecnico (e la conseguente espulsione). Gestita da Cancellieri, Milano sorpassa con una prodezza di Hickman (46-47). Cervi e Reynolds rimediato a ruota il quarto fallo e qui, Reggio è fenomenale a non perdere la testa: sprintano Aradori (tripla) e Reynolds per il 60-53 al 7’. Milano però non molla e in un minuto e mezzo è già sul -3. Aradori chiude il periodo sul +5 (64-59).
Con i due centri caricati di falli, Menetti insiste con Polonara e William, Provvidenziale, la tripla di De Nicolao che vale il nuovo, importantissimo, +8. Milano reagisce. Lo fa sfoderando tutta la propria potenza e in un niente è di nuovo sotto di due lunghezze. Replica Reggio con le mani di Cervi e Kaukenas, quando in campo ci sono duemila cuori. Dragic compie due magie e l’EA7 è di nuovo sul -2. Impatta poi Pascolo, incontenibie per il 76 pari al 7'. Needham, preferito da Menetti a Denik, prima commette un'ingenuità madornale poi regala ai suoi la tripla del + 1 79-78 a 120”. Risponde, sempre dai 6.75, Dragic. I due liberi di Della Valle valgono poi l'81 pari. Cinciarini la infila da tre ed esplode il finimondo per il gesto che compie dopo il canestro. Manca un minuto: Milano è avanti 81-84. Needham spadella di brutto e quindi Macvan da tre, a 15", uccide i reggiani. Chiude l’inutile bomba di Della Valle.
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