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Razzoli finisce due manche ma è soltanto 22esimo

di Luigi Vinceti
Razzoli finisce due manche ma è soltanto 22esimo

Sci: per la prima volta l’olimpionico porta a termine uno slalom dei Mondiali Lo sciatore reggiano lontanissimo dai migliori, vince l’austriaco Marcel Hirscher

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REGGIO EMILIA. Il “Razzo” è decollato ma non è andato in orbita. Sulle nevi di Saint Moritz ha concluso, per la prima volta nella sua storia agonistica, entrambe le manche di una gara dei Mondiali, ma alla fine si è piazzato soltanto al 22esimo posto.

Un risultato deludente ma, al tempo stesso incoraggiante, se si pensa che un anno fa ha rischiato di smettere di sciare, ma niente affatto esaltante se si considerano le potenzialità che l’olimpionico di Villa Minozzo ha saputo esprimere prima di quell’infortunio. Alla fine lui stesso non ha nascosto amarezza e delusione.

La giornata in terra svizzera era perfetta per le condizioni climatiche: neve soda perché bagnata e gelata durante la notte, sole a riscaldare le migliaia di spettatori fra i quali un’ottantina di reggiani del suo fans club (partiti nella notte con due pullman), tracciati molto curati e scorrevoli a parte un “muro” dopo le prime porte direzionali da affrontare con cura ma non certo impossibile.

All’atleta di Villa Minozzo è stato assegnato il pettorale numero 24: prima di lui sono scesi gli altri tre azzurri Thaler, Moelgg e Gross, arrivati tutti lontani dai migliori.

Razzoli, sul piano iniziale, è partito come un fulmine, tanto che al primo intertempo era il migliore ma al cambio di pendenza ha rallentato troppo e poi si è disunito sulla seconda asperità. Alla fine è riuscito a classificarsi per un soffio per la seconda discesa, piazzandosi con il 27esimo tempo.

Peggio di lui, tra gli Azzurri, solo Patrick Thaler che è stato subito escluso, mentre Gross è risultato 14esimo e Moelgg 17esimo. Di conseguenza il “Razzo” è stato il quarto a scattare dal cancelletto nella manche decisiva, meno ritmica e più tecnica tracciata da un tecnico azzurro. Anche in questa occasione è scattato sicuro, fluente, veloce, ma si è nuovamente sbilanciato con il busto perdendo fluidità.

Per un attimo è parso aver comunque fermato i cronometri su un tempo discreto, ma chi ha provato dopo di lui ha fatto meglio e a parte alcuni avversari che sono usciti prima della conclusione della gara, Razzoli è scivolato oltre i primi venti e nella classifica finale è risultato il 22esimo; non esaltante neppure Moelgg (14esimo) e solo Gross si è collocato fra i primi dieci (nono).

Manco a dirlo, ha vinto una straordinario Marcel Hirscher, mattatore della stagione e già vincitore del gigante ai Mondiali. Alle sue spalle un suo connazionale, l’austriaco Manuel Feller; terzo il tedesco Felix Neureuther.

«Mi sentivo bene – ha commentato Razzoli – ma ho commesso qualche errore di troppo e ho perso il ritmo per cui arrivando sotto il palo ho frenato. Avevo già ammesso che mi sento ancora un po’ in ritardo fisico e tecnico ma ciò non diminuisce la mia amarezza. Io, come al solito, ci ho provato ma devo ancora lavorare sodo. Non manca tanto alla condizione migliore ma è necessario che io riesca a eliminare alcuni errori».

Ora ha davanti altre due settimane di allenamenti. Dopo il Mondiale si torna alla Coppa del Mondo. Mancano solo due gare, il 5 marzo a Kranjska Gora in Slovenia e il 19 – se riuscirà a qualificarsi – le finali ad Aspen, negli Stati Uniti.

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