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L’eroe granata

L’ex attaccante della Reggiana Zandoli: «Tre gare senza gol e sei in tilt»

L’ex attaccante della Reggiana Zandoli: «Tre gare senza gol e sei in tilt»

L'eroe granata racconta cosa passa per la testa di un bomber quando non riesce a segnare

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REGGIO EMILIA. «Dopo tre gare che un attaccante non segna comincia a preoccuparsi e alla fine va in tilt». Flaviano Zandoli in carriera di gol ne ha fatti tanti e alla Reggiana è stato protagonista della promozione in B nella stagione ’80-81, quando ritornò all’età di 33 anni: non per niente i tifosi hanno voluto che gli fosse dedicato un murales al Mirabello.

Zandoli, c’è una ricetta per uscire dal digiuno del gol?

«A Reggio Emilia devo dire che le cose mi sono andate bene. Però queste situazioni capitano e l’unica ricetta e cercare di stare calmi e sapere che prima o poi ci si sblocca e dopo i gol vengono molto più facilmente».

Il rischio è perdere serenità...

«Guardi ai miei tempi ancora di più perché i gol non venivano da chi giocava in altri ruoli, come oggi dai centrocampisti: toccava a noi farli. Tutti aspettavano che la buttassimo dentro»:

In queste circostanze difficili chi è che deve aiutare l’attaccante?

«Il giocatore deve sentire la fiducia dei compagni e dell’allenatore. Io ho avuto la fortuna di avere a Reggio un allenatore come Romano Fogli e all’Ascoli, in serie A, Carletto Mazzone che erano molto esigenti in allenamento e inflessibili nel richiedere un comportamento all’altezza. Ma in campo non ti mettevano pressione».[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.14914825:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/sport/2017/02/22/news/oggi-marchi-ieri-arma-bomber-della-reggiana-in-crisi-a-confronto-1.14914825]]

Questo lo ripete spesso anche Leonardo Menichini. Dice ai ragazzi che devono divertirsi.

«In allenamento bisogna fare un grande lavoro ma quando si scende in campo bisogna sapere che si può sbagliare ed non è una tragedia».

Il pubblico reggiano è paziente, ma poi capita che qualche giocatore sia messo nel mirino...

«Il pubblico di Reggio è fantastico, ho giocato al Mirabello, era sempre pieno, ero uno dei beniamini, perché chi segna finisce sempre per essere ben voluto. Siamo stati promossi in B ed è stata una grande festa ma quando siamo arrivati quinti o sesti nessuno ha detto niente».

Lei ha chiuso la carriera alla Reggiana. Che ricordi ha.

«Anni fantastici. Ci sentiamo ancora con quei giocatori abbiamo in programma di fare una bella rimpatriata questa estate. Tra noi c’era amicizia, anche con le famiglie, un legame forte che c’è ancora dopo anni. Non so se oggi è ancora così. Uscivamo insieme, ma al massimo fino al mercoledì, poi dal giovedì non si poteva andare al ristorante, mangiare grassi e si stava due giorni in ritiro, forse erano altri tempi...

La Reggiana di oggi la segue?

«Guardo sempre le classifiche. Mi tengo aggiornato. La società mi ha contattato e mi ha invitato a vedere una partita, verro a marzo, così passo a vedere il murales al Mirabello e salutare amici come Sisto Fontanili».

Cosa fa oggi Zandoli?

«Il pensionato. Ma qualche volta gioco ancora a calcio con gli ex del Cesena». (j.d.p.)

 

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