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Riecco Benuzzi, l’esperto in rimonte

di Mara Bianchini
Riecco Benuzzi, l’esperto in rimonte

La scelta del presidente Lazzaretti: torna dopo un anno l’allenatore che riusci a condurre i biancorossi ai play off

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CORREGGIO. «Mister, domani l'aspetto al campo», «Presidente, sono già nel parcheggio».

Eugenio Benuzzi, nuovo allenatore della Correggese che succede a Massimo Bagatti, non ha perso l'ironia che lo ha contraddistinto nella passata stagione alla Correggese. Senza tanti giri di parole la domanda principale che è stata fatta al nuovo arrivato è stata se crede in una nuova rimonta della Correggese.

«Certo che ci credo, altrimenti non sarei venuto a Correggio. Non dico che sarà facile ma è ancora possibile».

Rieccolo, il mister abituato alle rimonte. Rieccolo che snocciola esempi e programmi: «Vorrei ricordare che alcuni anni fa il Castellarano aveva dieci punti dal Rodengo Saiano in questo periodo e che alla fine il campionato lo vinsero i bresciani. In questo momento, numeri alla mano, ci sono trenta punti in palio e dunque tutto è ancora possibile».

Poi il nuovo mister si sofferma sulla squadra che ha ereditato da Bagatti: «Ho visto tre volte la Correggese - dice - e sono sempre più convinto che questa sia una grande squadra con tutte le caratteristiche e gli elementi per poter fare bene. E non sono ancora entrato nel vivo dello spogliatoio. Al mio arrivo ieri ho trovato un gruppo fantastico con tanta voglia di lavorare, di riscattarsi e di fare qualcosa di importante. Per usare un altro paragone siamo come dei tigrotti impolverati e feriti ma non siamo ancora defunti e si sa che la tigre quando è ferita diventa ancora più grintosa e aggressiva. Su questo baseremo il nostro lavoro che sarà quello di fare bene la domenica, di aggredire l'avversario e di fare più punti possibile poi dal martedì inizieremo a prepararci per un'altra finale e così fino alla fine del campionato. Poi a maggio tireremo le somme. Sono tornato con grande entusiasmo a Correggio perché ho grande stima per questa società e di questo ambiente che ho avuto la possibilità di vivere anche nella passata stagione. So perfettamente che ripetersi non è mai facile ma ci proveremo. Poi - conclude Benuzzi - a chi mi chiede se con il presidente sono stati fatti dei progetti più ampi dico che io sono qua per arrivare fino alla fine di questa stagione, per la prossima ci penseremo a giugno».

Una domanda sorge spontanea: non è tardi per cambiare allenatore? La scelta non doveva essere fatta prima? A rispondere è lo stretto collaboratore del presidente Mirko Garaffoni.

«Fino a domenica abbiamo cercato di portare avanti quello che si stava facendo - ha spiegato Garaffoni - perché i risultati con mister Bagatti, che ringraziamo per la collaborazione, arrivavano. Siamo stati primi, secondi o comunque sempre racchiusi nei primi posti della classifica, abbiamo avuto dei momenti di difficoltà che ci stanno in un campionato ma siamo arrivati a domenica sera con delle perplessità. Non si correva più, non c'era mordente e a questo punto si è capito che c'era bisogno di dare un segnale. Da lì è arrivata la decisione di dare una sterzata al nostro cammino. Il calcio è fare risultato e se i risultati non arrivano, se i punti in classifica non li metti bisogna cambiare qualcosa. La scelta è caduta su mister Benuzzi perché conosceva già l'ambiente è esperto e sa cosa vuol dire prendere una squadra in corsa. Non è stata una decisione facile per nessuno e sappiamo che siamo a meno sette dall'Imolese, che abbiamo perso due scontri diretti ma sappiamo anche che il margine per recuperare c'è. Crediamo di avere ancora le nostre carte da giocare e cercheremo di farlo nel migliore dei modi. Dieci partite sono tante come parecchi sono i punti ancora in palio e in un campionato come questo dove c'è molto equilibrio crediamo di poter fare qualcosa di grande. Se non ci credessimo, se il nostro Presidente non fosse un combattente non avrebbe preso questa decisione. Noi ci crediamo - conclude Garaffoni - ci crede il Presidente e ci credono i giocatori e direi che questo è un segnale molto importante che arriva dalla società e da chi vuole portare avanti un sogno».

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