«Un derby tra amici ma sarà gara vera»
Il coach della Grissin Bon, Max Menetti: «Vogliamo battere Trento per raggiungere un bel 2-0 negli scontri diretti»
REGGIO EMILIA. Partita tra amici ma che una volta alzata la palla a metà campo di amichevole avrà poco. Reggio e Trento sono legati da ottimi rapporti ma per entrambe ci sono in palio due punti importanti per stare nei playoff.
Domani nel palazzetto di via Guasco, dalle 18.15, tra i motivi di interesse ci sarà l’esordio in casa di Williams ma anche la sfida alla miglior difesa del momento con gli avversari tenuti sui 60 punti o sotto.
Menetti è soddisfatto della marcia di avvicinamento al match. «È stata una buona settimana di lavoro, non abbiamo avuto problemi. Williams è mancato qualche giorno ma era previsto, mentre Gentile continua il suo percorso di recupero».
L’amichevole contro Treviso è servita?
«L'abbiamo affrontata bene, ho visto una squadra che continua il suo percorso di crescita e la nostra crescita passa anche dalla partita contro Trento che sarà un bel test».
Come vede questa sfida contro un avversario in grande forma?
«È il derby degli amici, tra le nostre società ci sono ottimi rapporti, ma in campo sarà partita vera, una gara tosta contro una formazione che viene da 4 vittorie consecutive. Hanno trovato fisicità e fiducia, le motivazioni per dare il massimo non mancano, sappiamo che sarà difficile vincere».
Quanto vale questa sfida in chiave play off?
«Una vittoria vorrebbe dire raggiungere un bel 2-0 negli scontri diretti per la corsa play off».
L’arma più temibile di Trento?
«La difesa. Con l'arrivo di Sutton hanno trovato un po' di quell'atletismo che era la loro arma lo scorso anno. Nei momenti di difficoltà la società non ha sbandato, l’allenatore ha lavorato bene ed ora che hanno azzeccato gli innesti, i risultati arrivano».
Come dovrete attaccarli?
«Per sfruttare al massimo le nostre individualità dovremo giocare di squadra».
Altre qualità dei vostri avversari?
«Il tiro da tre di Flaccadori e Baldi Rossi che posso decidere le partite e Gomes che all'andata era in difficoltà ma ora fa la differenza».
Quali sono le prime impressioni su Williams?
«È un giocatore esperto, che gioca di squadra, nelle Final Eight sabato si è messo a disposizione ma ha fatto anche vedere di avere dei movimenti che gli consentono di giocare sia vicino che lontano da canestro».
Reynolds ha cambiato faccia alle ultime gare con il suo ingresso. Cosa gli permette di fare questo?
«L'energia e l'impatto fisico che riesce ad avere. Sotto questo aspetto non ha pagato il salto di categoria. In più ha movimenti e mani dolci.
Purtroppo il suo utilizzo in queste gare è stato deciso più dai falli che dal coach e in questo senso spero che si smetta di considerarlo un rookie ma venga trattato da serio professionista della Grissin Bon.
Il tecnico che ha preso alle Final Eight non lo avrebbero dato ad un altro».
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