Guidone formato trasferta Cinque gol tutti fuori casa
L’attaccante ha sostituito l’indisponibile Marchi e si è fatto trovare pronto «Le critiche a Ettore sono ingiuste, adesso gufiamo quelle là davanti...»
«Ho solo segnato in trasferta? Ben venga. Mi piacerebbe fare gol anche davanti al nostro pubblico, ma sono sempre stati gol abbastanza pesanti, Bassano a parte. Quindi sono soddisfatto, ma l’importante è che servano a far vincere la squadra».
Un gol a Bassano, doppietta a Gubbio, un centro a Modena, e il timbro personale anche ieri, a Fano. Cinque reti decisive che valgono a Marco Guidone, “Big Drive” per i tifosi, il titolo di bomber della Reggiana alla pari di Cesarini. L’attaccante da trasferta per eccellenza ha sostituito Marchi non facendolo rimpiangere. «Ho saputo dell’indisposizione di Marchi stamattina (ieri, ndc) e quindi mi sono fatto trovare pronto. È andata bene. L’assist di Genevier? Sapevamo che avrebbero sofferto questi palloni dietro la linea, sono un po' lenti. Ho provato ad aggiustarmi la palla e a tenermi l’uomo dietro - spiega Guidone - poi ho tirato, la palla è andata nell'angolino. Ho tirato pulito, poi è rimbalzata subito dopo il tiro».
«Era la classica partita che se non la sblocchi subito rischi di non vincerla - analizza il centravanti lombardo - non era per nulla facile vincere qui e le partite con le ultime come Ancona e Forlì ci sono servite da lezione. La gestione del finale da grande squadra? Ce l’ha chiesto il mister - spiega Guidone - mantenere il possesso, fare un passaggio in più. Alla fine è uscito anche il secondo gol, dopo un'azione incredibile. Nessuno è stato egoista».
Il finale è per il dualismo con Marchi: «La vivo serenamente e onestamente queste critiche mi dispiacciono per Ettore - conclude - che ultimamente sta facendo ottime prestazioni. Il pubblico è sovrano, ma l’importante è che restiamo tutti sereni allìinterno del gruppo. Ora ci mettiamo a gufare quelle là davanti, se siamo davvero maturi lo capiremo a fine campionato».
PAOLO ROZZIO. «Non era affatto facile portare a casa i tre punti. Tre punti che sono importantissimi perché questo è un campo difficile. Il Fano l'ha messa sulla battaglia dal 1’ al 95’, ma noi abbiamo interpretato bene la partita, tenendoli lontani dall’area. Vincere queste partite ti dà morale». Paolo Rozzio di partita in partita sta riacquistando fiducia nei propri mezzi, ergendosi baluardo della retroguardia. «Siamo riusciti a gestire bene nel finale perché loro erano un po’ più lunghi e noi siamo riusciti a trovare gli spazi per tenere palla - spiega il difensore -. L’abbraccio a Narduzzo? Non avevo dubbi su di lui. È un grande portiere come Perilli».
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