La Grissin Bon non è ancora fuori dal tunnel
I biancorossi si arrendono nel secondo tempo a Trento
REGGIO EMILIA. Quando tutto sembrava finalmente a posto, quando gli equilibri sembravano finalmente esser stati trovati, quando si poteva finalmente guardare avanti legittima ambizione, ecco, una nuova caduta.
Trento vìola il Bigi e sbriciola le certezze della nuova Grissin Bon, giocando due quarti di infinita dedizione difensiva e a Reggio non resta che porsi tante, tante, domande.
I playoff ancora non sono in tasca. E il fatto che pure Avellino, Venezia e Sassari siano cadute ieri non è una consolazione, ma ulteriore motivo per mangiarsi le mani. In quella che avrebbe dovuto essere la gara della conferma, i biancorossi spariscono infatti dal campo nel secondo tempo, lasciando Trento vincere, stra-convincere, e ribaltare pure la differenza canestri dell’andata.
E pensare che l’inizio della sfida aveva lasciato un sapore dolcissimo nella bocca dei 3.500 del Bigi. Caldo, caldissimo, il pubblico di via Guasco sottolinea il primo canestro di Polonara. La replica violenta di Baldi Rossi fa però subito capire che Trento non è venuto in gita nella città del Tricolore. Con il quintetto tutto italiano (De Nicolao, Della Valle, Aradori, Polonara e Cervi), Reggio viaggia comunque bene. Denik è molto bravo a innescare i lunghi, poi, alla metà del quarto, si scalda pure Della Valle con cinque punti che mettono le ali alla Grissin Bon. Polonair insacca la bomba del +6 reggiano (16-10) e anche se Sutton è carico e riduce le distanze, sono i biancorossi a far la gara. Due liberi e il successivo canestro di Kaukenas portano Reggio a chiudere il quarto avanti 25-17.
Trento si dà una prima stretta difensiva e, aggiustando il tiro, realizza punti importanti. Kaukenas si mette il mantello da superman ed evita con due canestri dei suoi che i trentini si facciano troppo pericolosi. Le sue magie regalano il +10 (32-22 al 3'), che diventa presto +12, grazie a Polonara.
Come già accaduto in stagiome, la Grissin Bon non ammazza la gara, si siede sul vantaggio, mentre s’accendono gli avversari. Il loro fulmineo 4 a 0 spinge Menetti a fermare il tempo per un minuto. La "cura" non funziona: Trento è ispirata e, spinta da Baldi Rossi e Sutton, è già a -4 (38-34) al 7’.
Col fiato degli avversari sul collo, Menetti s’inventa un quintetto piccolo (Williams e Polonara sotto). Tonico e produttivo, l'americano tiene Reggio avanti. Poi il contropiede del centometrista De Nicolao manda tutti negli spogliatoi sul 44-40.
Si riprende e inizia il pianto. Tante perse, zero incisività offensiva, la Grissin Bon s’inabissa. Trento mostra i muscoli e alza progressivamente l’intensità difensiva. I biancorossi iniziano a sciogliersi davanti a un Baldi Rossi che fa più volte paure: con spazi infiniti davanti, infila dai 6-75 il tiro del -1 (47-46).
Vien giù il Bigi quando viene fischiato il discutibile fallo in attacco a De Nicolao e ancora il babau Baldi Rossi va a segno, stavolta dalla lunetta. È il triste sorpasso, accompagnato da una marea di fischi. Anche se Williams di prepotenza dice dall'arco che è Reggio che vuol comandare, Trento resta attaccata continuando a sacrificarsi in difesa e facendo la “sua” gara. A meno di 2’ al terzo gong, dalla riga bianca (fallo di Kaukenas) Sutton impatta (54 pari). Pesante il quarto fallo di Reynolds, che rimanda sulla riga bianca il trentino. Il suo 2/2 è quello del nuovo vantaggio.
La riscossa reggiana non arriva neppure nell’ultimo periodo che si apre con la Grissin Bon a in sofferenza (54-59). Menetti si gioca pure la carta della zona, ma gli avversari hanno evidentemente una marcia in più: la voglia di sacrificarsi, quella che manca ai padroni di casa.
Al 3’, Sutton la infila dall'arco per il 58 a 72. E meno male che De Nicolao si fa sentire da tre. Ancora il play reggiano, accende Della Valle che appoggia il -9. Time out di Buscaglia e quindi Gomes che in uscita dai blocchi ristabilisce le distanze. Continua a crederci il solo De Nicolao. Lo fa producendo canestri d’oro, ma pure innescando gli altri (Reynolds).
Con 3’ ancora da giocare, il tabellone luminoso del Bigi dice 71-79. Qui Aaron Craft si beve tutti ed è un dolorosissimo -10. Il cronometro corre indiavolati. Polonara sbaglia tutto dalla riga bianca. Trento si gioca alla grande gli ultimi palloni, mentre di qua non resta che scuotere tristemente la testa.
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