«Dopo la Coppa Italia vogliamo la promozione»
Mister Roberto Crudeli chiede al suo Scandiano di voltare subito pagina «Per il salto di categoria la città deve stringersi intorno a questa società»
SCANDIANO. «La soddisfazione è vedere che Scandiano sta capendo il lavoro importante che questa società di hockey sta portando avanti. Per fare il salto di categoria c’è bisogno dell’aiuto di tutti». Il giorno dopo la vittoria della Coppa Italia di A2 a Follonica l’allenatore-giocatore Roberto Crudeli è già pronto a voltare pagina e guardare ai prossimi obiettivi della squadra.
«Al momento stiamo giocando al Palatenda, ma è chiaro che non è una sistemazione adeguata in caso di promozione - dice Crudeli -. Ho parlato con il sindaco Alessio Mammi e mi ha detto che da giugno partiranno i lavori per adeguare il palazzetto dello sport: si tratta di rifare il parquet e installare la balaustra di protezione».
Il successo della prima squadra è solo la punta dell’iceberg di una realtà che sta investendo molto sul settore giovanile, che il presidente Giorgio Germini definisce da sempre la grande forza della società, e con il “Progetto scuola hockey” coinvolge tantissimi bambini delle elementari.
Una figura centrale in questo nuovo corso dell’hockey scandianese, che vuole rinverdire i fasti di un tempo, è Crudeli, un uomo che sembra aver fermato il tempo: il campione di Forte dei Marmi classe 1963 gioca da 37 stagioni e nonostante i successi, anche internazionali, si è lanciato a capofitto nella nuova avventura con la passione di un ragazzino. «Come trovo le motivazioni? L’amore per questo sport. Quando fai le cose con passione le motivazioni le trovi giorno dopo giorno. Quando hai le motivazioni anche le cose che sembrano impensabili possono riuscire».
L’anno scorso Scandiano si è piazzato quarto ed ha vinto la Coppa Italia. Quest’anno i rossoblù si sono imposti in tutte e tredici le gare giocate fino ad ora e hanno bissato il successo in coppa. «Vincere ancora la Coppa Italia non era scontato perché confermarsi è sempre più difficile. Essersi imposti in modo netto in semifinale con Bassano e in finale con il Montecchio Precalcino è dunque un grande merito».
La squadra ha dedicato questo importante successo a Massimo Valentini, storico collaboratore della società, deceduto a soli 54 anni per un infarto. «Per noi è stata una bruttisima notizia perché Massimo era una persona stupenda, animato da un grande amore per questo sport».
In appena due stagioni l’Hockey Scandiano ha assimilato alla perfezione lo spirito del suo condottiero. «In questa squadra vedo tante cose di me: la voglia di imparare, di allenarsi con impegno, di essere unita. A questo livello il gruppo è fondamentale. Ho visto squadre in A1 vincere anche senza essere molto unite, grazie alla tecnica. In questa categoria invece è molto importante essere un gruppo. I giocatori vivono in zona e sono sempre disponibili: ci alleniamo tutti i giorni, tranne ovviamente quando c’è la partita».
Ora Scandiano spera nel ritorno in A1. «Ma è un a realtà diversa - ammonisce Crudeli -. Se saremo promossi dovranno impegnarsi tutti, la città, il Comune, la società: ci sarà bisogno del contributo di tutti per restare in quella categoria». (j.d.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
