«Che occasione persa contro il Mezzolara... »
di Mara Bianchini
Calcio serie D, il rammarico del difensore del Lentigione Alberto Galuppo «Siamo arrabbiati per aver perso l’imbattibilità casalinga dopo più di un anno»
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LENTIGIONE. Il Lentigione ha perso la propria imbattibilità casalinga di campionato dopo ben 406 giorni. Al di là del dispiacere per aver interrotto la lunga striscia, resta la soddisfazione per il record centrato.
Ora bisogna dunque ripartire per una nuova sfida statistica.
«Avremmo preferito continuare la striscia positiva e fare punti - commenta il difensore Alberto Galuppo - ma il Mezzolara è riuscito a fare gol e noi no».
Cosa vi è mancato?
«Dal punto di vista atletico siamo stati in partita per tutti i novanta minuti ed abbiamo avuto anche le nostre occasioni ma senza riuscire a realizzare. Possiamo recriminare sul rigore non concesso o su altre decisioni arbitrali soprattutto sui loro temporeggiamenti. Nel secondo tempo non si è riuscito a giocare perché era un continuo temporeggiare. Il giorno dopo una sconfitta poi è normale usare la lente d'ingrandimento per vedere dove si è sbagliato e dove si potrebbe migliorare. Poi ripensi a tutto quello che avresti potuto fare e non hai fatto ben sapendo che in campo è diverso».
Un’occasione sprecata?
«Sì. Visto il pareggio dell’Imolese e la sconfitta di Ravenna e Correggese si perché con una vittoria si sarebbe raggiunto il Delta Rovigo e invece rimaniamo al terzo posto».
Il fatto di conoscere già il risultato dell’Imolese crede abbia condizionato la partita?
«No perché avevamo preparato bene la partita, ma alla fine non siamo riusciti a fare quello per cui eravamo allenati. Con il mister abbiamo guardato dove abbiamo sbagliato e in settimana ci alleneremo per migliorare e per non commettere più gli errori fatti».
Ci credete ancora, quindi?
«Certo che si. Siamo a tre punti dal Delta Rovigo e le partite da giocarsi sono ancora tante. Non crederci con ventisette punti in palio e tre scontri diretti da giocare non avrebbe senso. Fossimo all’ultima giornata direi che non avremmo più speranze ma ne mancano nove per cui tutto è ancora molto aperto».
Domenica lei indossava la fascia da capitano.
«È sempre un onore indossarla. Però preferisco la mettano Savi o Miftah perché significa che sono in campo».
Un’assenza pesante quella di Savi .
«Parecchio. Per noi è un giocatore fondamentale. E non parlo di tecnica perché quella è indiscussa ma di carisma e della grandezza come persona. Domenica dovrebbe tornare a disposizione e ne siamo tutti contenti»
Domenica giocherete sul campo del Castelfranco. Che partita si aspetta?
«E sarà un'altra battaglia contro una squadra che vuole uscire dalla zona rossa e che anche nella partita di andata ci aveva messo in difficoltà. Sono ben strutturati e non meritano gli ultimi posti. Ma noi ci vogliamo rifare perdere non piace a nessuno e tanto meno a noi per cui bisognerà fare risultato».
Vi troverete ad affrontare Adil Mezgour.
«Fra tutti i giocatori del Castelfranco è sicuramente il più temibile. Lo conosciamo bene ed è un giocatore che darà parecchi grattacapi alla difesa per cui dovremo stare molto attenti».
Ora bisogna dunque ripartire per una nuova sfida statistica.
«Avremmo preferito continuare la striscia positiva e fare punti - commenta il difensore Alberto Galuppo - ma il Mezzolara è riuscito a fare gol e noi no».
Cosa vi è mancato?
«Dal punto di vista atletico siamo stati in partita per tutti i novanta minuti ed abbiamo avuto anche le nostre occasioni ma senza riuscire a realizzare. Possiamo recriminare sul rigore non concesso o su altre decisioni arbitrali soprattutto sui loro temporeggiamenti. Nel secondo tempo non si è riuscito a giocare perché era un continuo temporeggiare. Il giorno dopo una sconfitta poi è normale usare la lente d'ingrandimento per vedere dove si è sbagliato e dove si potrebbe migliorare. Poi ripensi a tutto quello che avresti potuto fare e non hai fatto ben sapendo che in campo è diverso».
Un’occasione sprecata?
«Sì. Visto il pareggio dell’Imolese e la sconfitta di Ravenna e Correggese si perché con una vittoria si sarebbe raggiunto il Delta Rovigo e invece rimaniamo al terzo posto».
Il fatto di conoscere già il risultato dell’Imolese crede abbia condizionato la partita?
«No perché avevamo preparato bene la partita, ma alla fine non siamo riusciti a fare quello per cui eravamo allenati. Con il mister abbiamo guardato dove abbiamo sbagliato e in settimana ci alleneremo per migliorare e per non commettere più gli errori fatti».
Ci credete ancora, quindi?
«Certo che si. Siamo a tre punti dal Delta Rovigo e le partite da giocarsi sono ancora tante. Non crederci con ventisette punti in palio e tre scontri diretti da giocare non avrebbe senso. Fossimo all’ultima giornata direi che non avremmo più speranze ma ne mancano nove per cui tutto è ancora molto aperto».
Domenica lei indossava la fascia da capitano.
«È sempre un onore indossarla. Però preferisco la mettano Savi o Miftah perché significa che sono in campo».
Un’assenza pesante quella di Savi .
«Parecchio. Per noi è un giocatore fondamentale. E non parlo di tecnica perché quella è indiscussa ma di carisma e della grandezza come persona. Domenica dovrebbe tornare a disposizione e ne siamo tutti contenti»
Domenica giocherete sul campo del Castelfranco. Che partita si aspetta?
«E sarà un'altra battaglia contro una squadra che vuole uscire dalla zona rossa e che anche nella partita di andata ci aveva messo in difficoltà. Sono ben strutturati e non meritano gli ultimi posti. Ma noi ci vogliamo rifare perdere non piace a nessuno e tanto meno a noi per cui bisognerà fare risultato».
Vi troverete ad affrontare Adil Mezgour.
«Fra tutti i giocatori del Castelfranco è sicuramente il più temibile. Lo conosciamo bene ed è un giocatore che darà parecchi grattacapi alla difesa per cui dovremo stare molto attenti».
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