il secondo portiere
Perilli resta ancora in forse Narduzzo: «Io sono pronto»
di Juri Panciroli
REGGIO EMILIA. «Bella emozione giocare titolare dopo tanto tempo, dall’anno scorso a Teramo. Ho saputo che Perilli aveva problemi alla schiena perciò ho continuato ad allenarmi forte come sempre per...
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REGGIO EMILIA. «Bella emozione giocare titolare dopo tanto tempo, dall’anno scorso a Teramo. Ho saputo che Perilli aveva problemi alla schiena perciò ho continuato ad allenarmi forte come sempre per farmi trovare pronto perché dal campo vivi la gara in modo diverso ed è il miglior allenamento che ci sia». Per il numero 12 Davide Narduzzo la gara di Fano ha segnato l’esordio in campionato in maglia granata e potrebbe non essere l’ultima apparizione infatti Simone Perilli, che nelle gerarchie è il titolare indiscusso, anche alla ripresa di ieri ha lavorato a parte e sarà valutato quotidianamente. Nella sua prestazione di sabato c’è stato un unico neo che poteva costare caro: «Ho visto l’attaccante da solo in area e ho provato a disturbarlo per non farlo colpire in solitudine, e forse la mia è stata un’uscita avventata».
Adesso vuole mantenere il posto?
«Credo molto nel lavoro e mi farò trovare pronto ma decide lo staff tecnico».
Per essere un portiere non è altissimo, quali sono le sue qualità?
«Se avessi pensato che l’altezza fosse un limite non avrei nemmeno iniziato a giocare infatti conosco tanti altri portieri che sono diventati famosi, anche se spesso si è prevenuti nel giudicarne uno più basso. Penso di essere rapido e veloce in un ruolo dove serve parecchia personalità e conoscenza degli schemi quando sei coinvolto anche coi piedi ed il coinvolgimento lo crei in settimana, con difensori e centrocampisti, imparando a chiamarli».
C’è dualismo con Perilli?
«Rispetto reciproco, stima e sana competizione. Ci si confronta fra noi o con i tecnici in modo costruttivo».
Tredici punti nelle ultime 5 gare: la Reggiana è in salute?
«Dopo il cambio d’allenatore questi risultati hanno reso l’atmosfera serena ma con quella cattiveria che ci deve sempre contraddistinguere, indipendentemente che l’avversario sia il Fano o il Padova, lavorando al massimo in allenamento».
Per i portieri è cambiato qualcosa in allenamento?
«Forse Colucci ci chiedeva di giocare di più coi piedi mentre i lavori col preparatore Rossi sostanzialmente sono uguali a prima».
Come vede la sfida col Padova?
«Non è una frase fatta ma vincere aiuta a vincere perché poi c’è quella serenità costruttiva che in settimana ti fa lavorare meglio. Quindi bisogna continuare così, dando il mille per mille».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Adesso vuole mantenere il posto?
«Credo molto nel lavoro e mi farò trovare pronto ma decide lo staff tecnico».
Per essere un portiere non è altissimo, quali sono le sue qualità?
«Se avessi pensato che l’altezza fosse un limite non avrei nemmeno iniziato a giocare infatti conosco tanti altri portieri che sono diventati famosi, anche se spesso si è prevenuti nel giudicarne uno più basso. Penso di essere rapido e veloce in un ruolo dove serve parecchia personalità e conoscenza degli schemi quando sei coinvolto anche coi piedi ed il coinvolgimento lo crei in settimana, con difensori e centrocampisti, imparando a chiamarli».
C’è dualismo con Perilli?
«Rispetto reciproco, stima e sana competizione. Ci si confronta fra noi o con i tecnici in modo costruttivo».
Tredici punti nelle ultime 5 gare: la Reggiana è in salute?
«Dopo il cambio d’allenatore questi risultati hanno reso l’atmosfera serena ma con quella cattiveria che ci deve sempre contraddistinguere, indipendentemente che l’avversario sia il Fano o il Padova, lavorando al massimo in allenamento».
Per i portieri è cambiato qualcosa in allenamento?
«Forse Colucci ci chiedeva di giocare di più coi piedi mentre i lavori col preparatore Rossi sostanzialmente sono uguali a prima».
Come vede la sfida col Padova?
«Non è una frase fatta ma vincere aiuta a vincere perché poi c’è quella serenità costruttiva che in settimana ti fa lavorare meglio. Quindi bisogna continuare così, dando il mille per mille».
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