«Siamo delusi e arrabbiati ma vogliamo reagire»
di Linda Pigozzi
Pietro Aradori fa il punto sul confronto dopo la sconfitta con Trento «Screzi con Kaukenas? Tutto falso, adesso però dobbiamo guardare avanti»
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REGGIO EMILIA. «Delusione e una grande arrabbiatura». Il capitano Pietro Aradori dipinge così il clima di queste ore nel backstage biancorosso. Lunedì mattina, il team è stato chiamato a rapporto in un incontro con tutto lo staff tecnico al palasport di Bibbiano.
Cosa vi siete detti?
«Che bisogna reagire. E che dobbiamo farlo tutti, a partire dallo staff fino ai giocatori. In realtà non c’era bisogno di un meeting per scoprirlo, ma dircelo chiaramente ci è servito. Ora dobbiamo soltanto pensare a migliorare».
Cosa vi è mancato nelle ultime uscite?
«In Coppa Italia abbiamo perso la semifinale con Milano a causa di piccoli dettagli. Sono state alcune palle perse, qualche difesa che non ha funzionato, a negarci la finale. Nell’ultima partita persa con Trento invece ci sono stati più errori, sia a livelllo tecnico sia mentale».
Che cosa vi ha mandato in tilt?
«Non abbiamo perso solo per demeriti nostri ma anche per meriti degli avversari, questo tengo a chiarirlo. Trento anche sul -12 non ha mollato. Quando andati sotto di 6-7 punti, non abbiamo trovato in noi la forza per riportare la gara punto a punto, una condizione che ci avrebbe poi permesso di giocarcela. Abbiamo subìto troppo la loro fisicità».
Della sua prestazione cosa dice?
«Ho fatto fatica. Ero costantemente raddoppiato e ho faticato a costruirmi tiri e a passare la palla ai compagni».
Fisicamente si è ripreso del tutto dal lungo infortunio?
«Non mi aspettavo di dover star fermo così tanto. Ero rientrato troppo presto e ho avuto una ricaduta, quindi mi sono dovuto fermare di nuovo. Adesso fisicamente sto bene e in Coppa Italia credo si sia visto».
La gara con Trento ha avuto un epilogo inatteso con un battibecco con alcuni tifosi. Vi sta condizionando il nervosismo che aleggia attorno alla squadra?
«Non dovrebbero crearsi certe situazioni, che in ogni caso non ci stanno condizionando».
Nel frattempo però le voci si moltiplicano e in città si parla di attriti con Kaukenas e di prestazioni sottotono dal suo arrivo. C’è qualcosa di vero?
«Sono discorsi che non ritengo neppure giusto riportare o commentare. Con Rimas ho giocato anche in passato e non ci sono problemi. Sulle mie prestazioni, dico soltanto che a Venezia rientravo da un infortunio di un mese e di più non potevo fare. Poi è arrivata la Coppa Italia dove in entrambe le gare sono stato il miglior realizzatore. Con Trento, come ho detto, ho fatto fatica».
A livello di squadra, sta pesando l’inserimento di due nuovi giocatori a questo punto della stagione?
«Inserire nuovi giocatori non è mai semplice. Abbiamo bisogno di tempo per conoscerci e dobbiamo allenarci tanto insieme. Comunque penso che sia questa la chiave di lettura corretta del momento che stiamo vivendo. È questa l’unica chiave, le altre sono solo chiacchere da bar».
Classifica e calendario dicono che nulla è perduto. La capolista EA7 Milano ha fatto il vuoto dietro di sé, ma almeno il secondo posto è raggiungibile.
«Infatti. Ce la possiamo fare, il destino è nelle nostre mani. Noi vogliamo chiudere la regular season nella miglior posizione possibile».
Nel posticipo di lunedì sera affronterete la trasferta sul campo di Cantù. La gara segnerà l’inizio della riscossa?
«Sul loro campo dobbiamo dare un segno di reazione. Sappiamo che abbiamo tutte le armi per giocarcela. Abbiamo già iniziato ad allenarci pensando alla prossima partita. Adesso è il momento di guardare avanti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Cosa vi siete detti?
«Che bisogna reagire. E che dobbiamo farlo tutti, a partire dallo staff fino ai giocatori. In realtà non c’era bisogno di un meeting per scoprirlo, ma dircelo chiaramente ci è servito. Ora dobbiamo soltanto pensare a migliorare».
Cosa vi è mancato nelle ultime uscite?
«In Coppa Italia abbiamo perso la semifinale con Milano a causa di piccoli dettagli. Sono state alcune palle perse, qualche difesa che non ha funzionato, a negarci la finale. Nell’ultima partita persa con Trento invece ci sono stati più errori, sia a livelllo tecnico sia mentale».
Che cosa vi ha mandato in tilt?
«Non abbiamo perso solo per demeriti nostri ma anche per meriti degli avversari, questo tengo a chiarirlo. Trento anche sul -12 non ha mollato. Quando andati sotto di 6-7 punti, non abbiamo trovato in noi la forza per riportare la gara punto a punto, una condizione che ci avrebbe poi permesso di giocarcela. Abbiamo subìto troppo la loro fisicità».
Della sua prestazione cosa dice?
«Ho fatto fatica. Ero costantemente raddoppiato e ho faticato a costruirmi tiri e a passare la palla ai compagni».
Fisicamente si è ripreso del tutto dal lungo infortunio?
«Non mi aspettavo di dover star fermo così tanto. Ero rientrato troppo presto e ho avuto una ricaduta, quindi mi sono dovuto fermare di nuovo. Adesso fisicamente sto bene e in Coppa Italia credo si sia visto».
La gara con Trento ha avuto un epilogo inatteso con un battibecco con alcuni tifosi. Vi sta condizionando il nervosismo che aleggia attorno alla squadra?
«Non dovrebbero crearsi certe situazioni, che in ogni caso non ci stanno condizionando».
Nel frattempo però le voci si moltiplicano e in città si parla di attriti con Kaukenas e di prestazioni sottotono dal suo arrivo. C’è qualcosa di vero?
«Sono discorsi che non ritengo neppure giusto riportare o commentare. Con Rimas ho giocato anche in passato e non ci sono problemi. Sulle mie prestazioni, dico soltanto che a Venezia rientravo da un infortunio di un mese e di più non potevo fare. Poi è arrivata la Coppa Italia dove in entrambe le gare sono stato il miglior realizzatore. Con Trento, come ho detto, ho fatto fatica».
A livello di squadra, sta pesando l’inserimento di due nuovi giocatori a questo punto della stagione?
«Inserire nuovi giocatori non è mai semplice. Abbiamo bisogno di tempo per conoscerci e dobbiamo allenarci tanto insieme. Comunque penso che sia questa la chiave di lettura corretta del momento che stiamo vivendo. È questa l’unica chiave, le altre sono solo chiacchere da bar».
Classifica e calendario dicono che nulla è perduto. La capolista EA7 Milano ha fatto il vuoto dietro di sé, ma almeno il secondo posto è raggiungibile.
«Infatti. Ce la possiamo fare, il destino è nelle nostre mani. Noi vogliamo chiudere la regular season nella miglior posizione possibile».
Nel posticipo di lunedì sera affronterete la trasferta sul campo di Cantù. La gara segnerà l’inizio della riscossa?
«Sul loro campo dobbiamo dare un segno di reazione. Sappiamo che abbiamo tutte le armi per giocarcela. Abbiamo già iniziato ad allenarci pensando alla prossima partita. Adesso è il momento di guardare avanti».
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