IL CASO
Milan, sui cinesi adesso grossi dubbi
Niente closing ma con 100 milioni potrebbero ottenere un rinvio
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MILANO. Con altri 100 milioni di euro possono mantenere viva la trattativa per acquistare il Milan, ma ai cinesi guidati da Sino-Europe Sports servirà anche altro per evitare il rischio di perdere ogni credibilità, dopo la seconda proroga del closing chiesta e ottenuta per mancanza di fondi. Fininvest cerca di salvaguardare la cessione, sta valutando gli aspetti finanziari e legali per concedere un ultimo slittamento: pagando entro la fine della prossima settimana la terza caparra da 100 milioni di euro, Ses (che deve formalizzare la richiesta) otterrebbe una seconda proroga per spostare di 30-35 giorni il closing, previsto per domani, quando comunque andrà in scena l'assemblea dei soci del Milan. Per dirla con una fonte vicina al dossier, è «un momento troppo delicato». L'impresa più complicata potrebbe non essere il recupero dei circa 100 milioni di euro saltati fra lunedì e martedì, quando due soggetti cinesi non hanno versato alla cordata la propria quota per questioni legate alla stretta alla fuoriuscita dei capitali imposta dal governo di Pechino. Il gruppo guidato dal misterioso finanziere Yonghong Li si trova davanti a un problema di credibilità decisivo anche qualora l'affare vada in porto. Al di là dei tifosi e degli osservatori più scettici che parlano di farsa, restano dubbi fondati: su come la futura proprietà onorerà la promessa di investire 350 milioni di euro nei prossimi tre anni se già due volte ha disatteso gli impegni contrattuali con Fininvest.
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