Gazzetta di Reggio

Sport

Quagliarella: «Senza lo stalker sarei al Napoli»

Quagliarella: «Senza lo stalker sarei al Napoli»

NAPOLI. È di qualche giorno fa la notizia della condanna per la persona accusata di stalking nei confronti di Fabio Quagliarella. Mercoledì a “Le Iene Show”, su Italia 1, l’attaccante della Samp in...

2 MINUTI DI LETTURA





NAPOLI. È di qualche giorno fa la notizia della condanna per la persona accusata di stalking nei confronti di Fabio Quagliarella. Mercoledì a “Le Iene Show”, su Italia 1, l’attaccante della Samp in lacrime ha ricostruito la vicenda: «Sono passato per l’infame della situazione. E passarlo davanti alla propria gente fa male. Non è che tutta la gente è così, perché non vorrei che passasse una brutta immagine della mia terra. Anzi - ha proseguito l’attaccante della Samp - Però faceva male. Io non potevo andare da nessuna parte, non mi potevo godere la mia gente. Perché potevi sempre beccare qualcuno che ti diceva la parolina».
Raffaele Piccolo si è insinuato nella vita di Quagliarella lentamente. Lo aveva conosciuto perché aveva avuto un problema di password con il pc, e allora il suo migliore amico Giulio gli aveva presentato questo poliziotto della polizia postale esperto di informatica. «Da lì è nata l’amicizia», racconta Quagliarella. Poi iniziarono ad arrivare lettere nelle caselle della posta. «Lettere anonime, messaggi anonimi… Da foto di ragazzine nude, dove diceva sotto con tanto scritto che io ero un pedofilo, che io avevo a che fare con la camorra, che io avevo a che fare con la droga, che io avevo a che fare col calcio scommesse. Centinaia e centinaia di lettere», ricorda Quagliarella. Questa vicenda ha segnato la mia carriera, ha segnato la storia mia con il Napoli... Poi dopo ho continuato e va bene. Però se uno si ferma a quell’anno lì… sarebbe stato tutto bello. Cioè poter fare il capitano…».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google