il caso coppe
Ok per l’Eurocup, ma solo se conquistata sul campo
di Adriano Arati
REGGIO EMILIA. L’Italia torna in Eurocup. Un’ Eurocup da guadagnare solo sul campo senza più licenze pluriennali. Dalla prossima annata sportiva cadrà il vincolo della Federazione italiana rispetto...
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. L’Italia torna in Eurocup. Un’ Eurocup da guadagnare solo sul campo senza più licenze pluriennali. Dalla prossima annata sportiva cadrà il vincolo della Federazione italiana rispetto alla seconda competizione dell’Euroleague. Un vincolo costato a Reggio la partecipazione alle coppe: a luglio i biancorossi furono costretti a scegliere fra il rischio dell’esclusione dalla serie A e l’addio all’Eurocup.
Adesso la svolta, dopo mesi di guerre legali e mediatiche fra Euroleague da un lato e Fiba Europa (con la Fip accodata). Nei giorni scorsi il presidente della Fip Petrucci ha mandato una lettera a Fiba Europa in cui annuncia la novità: fatto salvo il diritto sportivo, tutte le squadre italiane saranno libere di partecipare alla coppa europea che vorranno. E ci saranno due posti per l’Eurocup e tre per la Fiba Champions League. Questi accessi saranno sempre stabiliti secondo il piazzamento ottenuto, senza più licenze pluriennali come quelle che nella primavera 2016 avevano sottoscritto Reggio, Trento, Sassari e Cantù con Eurocup. Dal discorso rimane ovviamente esclusa Milano, titolare di una per ora intoccabile licenza decennale per l’Eurolega.
La comunicazione è stata anticipata ieri dalla Gazzetta dello Sport e ha rapidamente fatto il giro dell’Italia del basket. C’è soddisfazione per il ritorno al buon senso, certo, ma anche la profonda amarezza di chi, come Reggio e Trento, ritiene di aver subito una profonda ingiustizia, all’epoca chiaramente avvallata da Petrucci per obiettivi politici poi completamente falliti: la qualificazione olimpica e l’organizzazione dei giochi di Roma.
Ora, Fip e Legabasket devono accordarsi sulle modalità concrete. Entro il 5 aprile, in una delle due assemblee di Lega, i club dovranno decidere quale sia la competizione principale, tenendo conto che la Fip non concederà comunque più di due posti in Eurocup. Se l’Eurocup verrà giudicata la prima competizione, i due posti andranno alle finaliste scudetto, mentre in Champions saliranno le due semifinaliste e la meglio piazzata fra le eliminate ai quarti. Al discorso va aggiunta Milano: se l’Olimpia blindata in Eurolega arriva in finale, le qualificazioni sono tutte a scalare. In Eurocup andrà l’altra finalista e la migliore delle semifinaliste e così via, sino a riempire i cinque tasselli disponibili. Se Reggio vuole l’Eurocup, almeno la semifinale è necessaria.
L’attuale assetto non considera l’Eurolega ad invito (e visto il livello tecnico nostrano rispetto alle leghe principali, è difficile pensare a wild card a sorpresa) e la minore Fiba Europe Cup, nel 2015/16 snobbata da tutte le italiane.
Adesso la svolta, dopo mesi di guerre legali e mediatiche fra Euroleague da un lato e Fiba Europa (con la Fip accodata). Nei giorni scorsi il presidente della Fip Petrucci ha mandato una lettera a Fiba Europa in cui annuncia la novità: fatto salvo il diritto sportivo, tutte le squadre italiane saranno libere di partecipare alla coppa europea che vorranno. E ci saranno due posti per l’Eurocup e tre per la Fiba Champions League. Questi accessi saranno sempre stabiliti secondo il piazzamento ottenuto, senza più licenze pluriennali come quelle che nella primavera 2016 avevano sottoscritto Reggio, Trento, Sassari e Cantù con Eurocup. Dal discorso rimane ovviamente esclusa Milano, titolare di una per ora intoccabile licenza decennale per l’Eurolega.
La comunicazione è stata anticipata ieri dalla Gazzetta dello Sport e ha rapidamente fatto il giro dell’Italia del basket. C’è soddisfazione per il ritorno al buon senso, certo, ma anche la profonda amarezza di chi, come Reggio e Trento, ritiene di aver subito una profonda ingiustizia, all’epoca chiaramente avvallata da Petrucci per obiettivi politici poi completamente falliti: la qualificazione olimpica e l’organizzazione dei giochi di Roma.
Ora, Fip e Legabasket devono accordarsi sulle modalità concrete. Entro il 5 aprile, in una delle due assemblee di Lega, i club dovranno decidere quale sia la competizione principale, tenendo conto che la Fip non concederà comunque più di due posti in Eurocup. Se l’Eurocup verrà giudicata la prima competizione, i due posti andranno alle finaliste scudetto, mentre in Champions saliranno le due semifinaliste e la meglio piazzata fra le eliminate ai quarti. Al discorso va aggiunta Milano: se l’Olimpia blindata in Eurolega arriva in finale, le qualificazioni sono tutte a scalare. In Eurocup andrà l’altra finalista e la migliore delle semifinaliste e così via, sino a riempire i cinque tasselli disponibili. Se Reggio vuole l’Eurocup, almeno la semifinale è necessaria.
L’attuale assetto non considera l’Eurolega ad invito (e visto il livello tecnico nostrano rispetto alle leghe principali, è difficile pensare a wild card a sorpresa) e la minore Fiba Europe Cup, nel 2015/16 snobbata da tutte le italiane.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google