il “mago”
«Abbiamo dimostrato di essere tra le squadre più forti»
di Luigi Cocconcelli
REGGIO EMILIA. Fine dei giochi, sogno del primo posto definitivamente sfumato? Alessandro Cesarini non si pone il problema, anche se è il primo a rendersi conto che la rincorsa al Venezia, dopo il...
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Fine dei giochi, sogno del primo posto definitivamente sfumato? Alessandro Cesarini non si pone il problema, anche se è il primo a rendersi conto che la rincorsa al Venezia, dopo il pari con il Padova, si fa davvero problematica.
«Dobbiamo – dice il giocatore, giunto alla sesta rete stagionale, dopo il match – pensare partita per partita, avere la testa alla Maceratese e non a chi ci sta davanti. Siamo in crescita, dobbiamo lavorare con la consapevolezza dei nostri valori: siamo un gruppo unito. Alla fine faremo i conti e se saranno play-off ci faremo trovare pronti, fisicamente e mentalmente».
Risultato giusto?
«Alla fine probabilmente sì, è stata una bella partita, tra due ottime squadre che hanno cercato la vittoria. Ci resta la soddisfazione di aver giocato alla grande, per atteggiamento e prestazione è stata una delle Reggiane migliori. Potevamo andare sul 2-1 perché le occasioni le abbiamo avute ma teniamo presente la traversa finale e diciamo che il pari è giusto».
Il rammarico maggiore?
«Il non aver saputo difendere la rete del vantaggio. Complimenti a loro, perché Emerson da fermo ha fatto un lancio lunghissimo e di estrema precisione, Madonna ha rimesso al centro un gran pallone ed Altiner ha finalizzato con una giocata da serie superiore. Ecco, se fossimo riusciti a portare più avanti l’1-0 forse la partita poteva assumere un’altra piega».
La nota più positiva?
«Direi la prestazione, il non esserci demoralizzati, l’aver riprovato subito a tornare in vantaggio al cospetto di una squadra davvero forte, abbiamo dimostrato probabilmente di essere, con Venezia e Parma, le quattro migliori del lotto».
Il Padova si sente defraudato per quel rigore a fine primo tempo, fischiato e poi annullato.
«È stato giusto non concederlo, cosa avesse visto in un primo tempo non lo so».
A proposito di rigori, 3 su 3, studia il portiere avversario ne attende le mosse, ha un segreto?
«In settimana ci alleniamo, è chiaro, ma poi quando vai sul dischetto vivi di sensazioni, dove battere lo decidi al momento, per me l’importante è partire con un’idea e non cambiarla».
L’ammonizione rimediata?
«Non me la so spiegare, mi è venuto addosso da dietro e mi ha buttato a terra, di sicuro non ho simulato».
La posizione che le ha dato Menichini in campo, da seconda punta, è la più congeniale per lei?
«Mi trovo bene. Carlini sa fare bene il trequartista, io svario molto, torno indietro perché mi piace ricevere e giocare la palla, ma da seconda punta ho quasi sempre giocato».
«Dobbiamo – dice il giocatore, giunto alla sesta rete stagionale, dopo il match – pensare partita per partita, avere la testa alla Maceratese e non a chi ci sta davanti. Siamo in crescita, dobbiamo lavorare con la consapevolezza dei nostri valori: siamo un gruppo unito. Alla fine faremo i conti e se saranno play-off ci faremo trovare pronti, fisicamente e mentalmente».
Risultato giusto?
«Alla fine probabilmente sì, è stata una bella partita, tra due ottime squadre che hanno cercato la vittoria. Ci resta la soddisfazione di aver giocato alla grande, per atteggiamento e prestazione è stata una delle Reggiane migliori. Potevamo andare sul 2-1 perché le occasioni le abbiamo avute ma teniamo presente la traversa finale e diciamo che il pari è giusto».
Il rammarico maggiore?
«Il non aver saputo difendere la rete del vantaggio. Complimenti a loro, perché Emerson da fermo ha fatto un lancio lunghissimo e di estrema precisione, Madonna ha rimesso al centro un gran pallone ed Altiner ha finalizzato con una giocata da serie superiore. Ecco, se fossimo riusciti a portare più avanti l’1-0 forse la partita poteva assumere un’altra piega».
La nota più positiva?
«Direi la prestazione, il non esserci demoralizzati, l’aver riprovato subito a tornare in vantaggio al cospetto di una squadra davvero forte, abbiamo dimostrato probabilmente di essere, con Venezia e Parma, le quattro migliori del lotto».
Il Padova si sente defraudato per quel rigore a fine primo tempo, fischiato e poi annullato.
«È stato giusto non concederlo, cosa avesse visto in un primo tempo non lo so».
A proposito di rigori, 3 su 3, studia il portiere avversario ne attende le mosse, ha un segreto?
«In settimana ci alleniamo, è chiaro, ma poi quando vai sul dischetto vivi di sensazioni, dove battere lo decidi al momento, per me l’importante è partire con un’idea e non cambiarla».
L’ammonizione rimediata?
«Non me la so spiegare, mi è venuto addosso da dietro e mi ha buttato a terra, di sicuro non ho simulato».
La posizione che le ha dato Menichini in campo, da seconda punta, è la più congeniale per lei?
«Mi trovo bene. Carlini sa fare bene il trequartista, io svario molto, torno indietro perché mi piace ricevere e giocare la palla, ma da seconda punta ho quasi sempre giocato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
