Brescello-diesel, alla fine è un pareggio
di Federico Barbieri
La prima rete è del Monticelli al 39’, ma i padroni di casa si rifanno nella ripresa con Decò e restano in zona play off
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BRESCELLO. Il Brescello, quinto in graduatoria, ospita il Terme Monticelli, diretto inseguitore distanziato di solamente tre lunghezze.
L’avvio di gara premia in misura maggiore i parmensi, abili nell’interdire il gioco avversario con un pressing sostenuto, e rilanciare l’azione tentando di cogliere in controtempo la difesa gialloblù.
Questo capita all’11', quando un rapido passaggio filtrante smarca alla perfezione il giovane attaccante Orrero, che si trova a tu per tu con il portiere seppur in posizione leggermente defilata. Il numero 9 attende troppo, indeciso se calciare o scartare Oppici, venendo raggiunto dalla retroguardia locale.
La partita, giocata principalmente a centrocampo, si incattivisce e almeno un paio di falli da reazione meriterebbero sanzioni più severe di quelle applicate dal signor Zarba.
Il nervosismo pervade persino la tribuna, dove si accendono scaramucce che vengono sedate con qualche difficoltà. In campo, un’interessante punizione di Urbano non dona vigore alla formazione brescellese. Infatti al minuto 39 il Monticelli si porta in vantaggio su calcio piazzato. La punizione tagliente calciata da Iaquinta si rivela ideale per la spizzata di Gandrabur: il terzino ospite svetta più in alto di tutti e si regala la gioia del gol.
Nella ripresa il Brescello rientra sul rettangolo di gioco con un atteggiamento totalmente differente. La scelta di puntare sulla propensione offensiva viene ripagata già al 10'.
Sul versante destro Borchini si stacca, lasciando sguarnita la propria difesa: Scaravonati si invola verso il fondo, nota l’area di rigore oltremodo affollata e decide di servire all'indietro Decò, che arriva a rimorchio.
Il suo destro secco sul secondo palo risulta imparabile per l’esperto Artich, il quale può solo raccogliere il pallone nel sacco e constatare la situazione di parità. Due minuti più tardi, Cornali serve Siciliano, che conclude in maniera affrettata, facendo soltanto la barba al palo.
L’ottimo momento dei padroni di casa si dimostra tuttavia effimero e la sfera torna a stazionare lontano dalle due porte.
Negli ultimi minuti del match un sussulto d’orgoglio scuote il Brescello, ma la punizione di Urbano e il tiro di Di Maio, in seguito ad un pregevole stop di petto, non producono i frutti sperati, ovvero quei tre punti che servirebbero per ridurre le distanze dalle schiacciasassi del girone. Ciononostante, dopo il triplice fischio, la notizia della sconfitta del Carignano (secondo) rende possibile considerare il bicchiere mezzo pieno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’avvio di gara premia in misura maggiore i parmensi, abili nell’interdire il gioco avversario con un pressing sostenuto, e rilanciare l’azione tentando di cogliere in controtempo la difesa gialloblù.
Questo capita all’11', quando un rapido passaggio filtrante smarca alla perfezione il giovane attaccante Orrero, che si trova a tu per tu con il portiere seppur in posizione leggermente defilata. Il numero 9 attende troppo, indeciso se calciare o scartare Oppici, venendo raggiunto dalla retroguardia locale.
La partita, giocata principalmente a centrocampo, si incattivisce e almeno un paio di falli da reazione meriterebbero sanzioni più severe di quelle applicate dal signor Zarba.
Il nervosismo pervade persino la tribuna, dove si accendono scaramucce che vengono sedate con qualche difficoltà. In campo, un’interessante punizione di Urbano non dona vigore alla formazione brescellese. Infatti al minuto 39 il Monticelli si porta in vantaggio su calcio piazzato. La punizione tagliente calciata da Iaquinta si rivela ideale per la spizzata di Gandrabur: il terzino ospite svetta più in alto di tutti e si regala la gioia del gol.
Nella ripresa il Brescello rientra sul rettangolo di gioco con un atteggiamento totalmente differente. La scelta di puntare sulla propensione offensiva viene ripagata già al 10'.
Sul versante destro Borchini si stacca, lasciando sguarnita la propria difesa: Scaravonati si invola verso il fondo, nota l’area di rigore oltremodo affollata e decide di servire all'indietro Decò, che arriva a rimorchio.
Il suo destro secco sul secondo palo risulta imparabile per l’esperto Artich, il quale può solo raccogliere il pallone nel sacco e constatare la situazione di parità. Due minuti più tardi, Cornali serve Siciliano, che conclude in maniera affrettata, facendo soltanto la barba al palo.
L’ottimo momento dei padroni di casa si dimostra tuttavia effimero e la sfera torna a stazionare lontano dalle due porte.
Negli ultimi minuti del match un sussulto d’orgoglio scuote il Brescello, ma la punizione di Urbano e il tiro di Di Maio, in seguito ad un pregevole stop di petto, non producono i frutti sperati, ovvero quei tre punti che servirebbero per ridurre le distanze dalle schiacciasassi del girone. Ciononostante, dopo il triplice fischio, la notizia della sconfitta del Carignano (secondo) rende possibile considerare il bicchiere mezzo pieno.
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