Grissin Bon, è il momento di mordere
di Adriano Arati
Cantù, in crisi nera di risultati, si è affidata alle cure di Charlie Recalcati, ma Reggio non può permettersi di avere pietà
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REGGIO EMILIA. L’ora di mordere, di approfittare delle ferite altrui, di vincere a tutti i costi. È una gara dall’enorme peso specifico, quella che attende questa sera la Grissin Bon di Max Menetti a Desio, contro la disperata Cantù fresca di cambio coach.
I biancorossi si troveranno di fronte una formazione in discesa libera, scossa da infortuni e polemiche, che però si è affidata all’eterno mago Charlie Recalcati per tentare di risalire la china ed evitare la retrocessione che per una piazza come Cantù sarebbe uno choc.
I brianzoli saranno senza l’ala titolare Darden e giocheranno a Desio, non nel vecchio e sempre osticissimo Pianella, e hanno le spalle al muro. Saranno più pericolosi che mai, quindi.
La scossa data dal cambio di panchina può essere il detonatore, e Recalcati ha generato nuova carica in uno dei pubblici più caldi e sportivamente “fastidiosi” d’Italia, in grado di incidere parecchio sull’emotività di una gara.
E Recalcati rimane un grande stratega, avrà motivato al meglio la sua formazione puntando tutto su una gara di lotta e di battaglia per mettere subito i tifosi dentro la gara.
La Grissin Bon non può però permettersi altri inciampi, se vuole rimanere in alto, e tutte le fragilità degli avversari devono diventare elementi preziosi.
Rispetto ai canturini, i biancorossi hanno una rotazione molto più ampia in tutti i reparti, dovranno sfruttare il vantaggio spremendo tutta l’energia e l’aggressività possibile sin dalla palla a due, proprio per arginare l’impatto del pubblico.
Neppure Reggio viene da un gran momento, per la verità: in particolare, la sconfitta casalinga con Trento ha riaperto tante questioni in sospeso, a livello tecnico e di dinamiche dello spogliatoio.
Una risposta positiva contro Cantù sarebbe la miglior replica per la squadra, e per ottenere il bersaglio pieno non basterà il talento, che rimane sconfinato per la serie A.
Ci vorranno coesione, intensità e voglia di lottare, quella continua grinta che nella stagione in corso Reggio ha mostrato solo a sprazzi: per le imprese con Milano, Avellino e Cantù ci sono i brutti tonfi con Cremona, Varese, Trento.
Questo è ormai il momento per trovare costanza. Giunti ormai alla metà del girone di ritorno, anche la classifica inizia ad avere il suo peso.
Reggio, dal canto suo, deve quantomeno rimanere agganciata al “gruppone” del quarto posto, oggi a quota 24, sperando magari in qualche inciampo di Avellino e Venezia – con cui il confronto diretto è favorevole – per rientrare nelle prime tre.
Il piazzamento è importante per i play off ma non solo, dal momento che - lo abbiamo appreso in questi giorni - ora c’è in ballo anche l’Eurocup: la qualificazione alle coppe europee verrà decisa solo dal campo, e la posizione in classifica sarà determinante. Senza scordarsi che, a proposito di scontri diretti, domenica prossima arriva a Reggio la Sidigas Avellino armata di David Logan.
Da quella gara passata tante strade, e arrivarci con una bella vittoria esterna non sarebbe certo la cosa peggiore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I biancorossi si troveranno di fronte una formazione in discesa libera, scossa da infortuni e polemiche, che però si è affidata all’eterno mago Charlie Recalcati per tentare di risalire la china ed evitare la retrocessione che per una piazza come Cantù sarebbe uno choc.
I brianzoli saranno senza l’ala titolare Darden e giocheranno a Desio, non nel vecchio e sempre osticissimo Pianella, e hanno le spalle al muro. Saranno più pericolosi che mai, quindi.
La scossa data dal cambio di panchina può essere il detonatore, e Recalcati ha generato nuova carica in uno dei pubblici più caldi e sportivamente “fastidiosi” d’Italia, in grado di incidere parecchio sull’emotività di una gara.
E Recalcati rimane un grande stratega, avrà motivato al meglio la sua formazione puntando tutto su una gara di lotta e di battaglia per mettere subito i tifosi dentro la gara.
La Grissin Bon non può però permettersi altri inciampi, se vuole rimanere in alto, e tutte le fragilità degli avversari devono diventare elementi preziosi.
Rispetto ai canturini, i biancorossi hanno una rotazione molto più ampia in tutti i reparti, dovranno sfruttare il vantaggio spremendo tutta l’energia e l’aggressività possibile sin dalla palla a due, proprio per arginare l’impatto del pubblico.
Neppure Reggio viene da un gran momento, per la verità: in particolare, la sconfitta casalinga con Trento ha riaperto tante questioni in sospeso, a livello tecnico e di dinamiche dello spogliatoio.
Una risposta positiva contro Cantù sarebbe la miglior replica per la squadra, e per ottenere il bersaglio pieno non basterà il talento, che rimane sconfinato per la serie A.
Ci vorranno coesione, intensità e voglia di lottare, quella continua grinta che nella stagione in corso Reggio ha mostrato solo a sprazzi: per le imprese con Milano, Avellino e Cantù ci sono i brutti tonfi con Cremona, Varese, Trento.
Questo è ormai il momento per trovare costanza. Giunti ormai alla metà del girone di ritorno, anche la classifica inizia ad avere il suo peso.
Reggio, dal canto suo, deve quantomeno rimanere agganciata al “gruppone” del quarto posto, oggi a quota 24, sperando magari in qualche inciampo di Avellino e Venezia – con cui il confronto diretto è favorevole – per rientrare nelle prime tre.
Il piazzamento è importante per i play off ma non solo, dal momento che - lo abbiamo appreso in questi giorni - ora c’è in ballo anche l’Eurocup: la qualificazione alle coppe europee verrà decisa solo dal campo, e la posizione in classifica sarà determinante. Senza scordarsi che, a proposito di scontri diretti, domenica prossima arriva a Reggio la Sidigas Avellino armata di David Logan.
Da quella gara passata tante strade, e arrivarci con una bella vittoria esterna non sarebbe certo la cosa peggiore.
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