allenatori a confronto
Mister Brevi punta sul centrocampo folto e imbriglia i granata
di Roberto Tegoni
REGGIO EMILIA. Mister Leonardo Menichini conferma il modulo 4-3-1-2 ma non l’11 che aveva sbancato Fano una settimana fa. Un solo cambio nelle file dei granata, con Alessandro Sbaffo che va ad...
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REGGIO EMILIA. Mister Leonardo Menichini conferma il modulo 4-3-1-2 ma non l’11 che aveva sbancato Fano una settimana fa. Un solo cambio nelle file dei granata, con Alessandro Sbaffo che va ad accomodarsi in panchina in favore di uno scalpitante Martì Riverola.
Lo spagnolo, però, delude le attese, e nonostante un tiro dalla distanza terminato alto di poco, non entra quasi mai nei meccanismi tattici del tecnico di Ponsacco.
Poteva essere sostituito prima. Riverola ha bisogno di continuità, ma con l’infortunio alla caviglia vedremo per quanto resterà fuori.
Andando a intuito, Menichini sceglierà Sbaffo in vista della trasferta di Macerata, considerato che Simone Calvano è il cambio di Andrea Bovo e Dario Maltese è ormai ai margini della rosa.
Le rotazioni sono ridotte al minimo da quando l’ex allenatore della Salernitana siede sulla panchina granata. Scelte precise, nette. I risultati sono dalla sua parte.
Il tecnico granata è bravo nel mettere sulle tracce di Alessandro Favalli un uomo di corsa come Andrea Bovo, per aiutare nell’uno contro uno il povero Luca Ghiringhelli.
Dall’altra parte, in contumacia Riverola, Sergio Contessa fatica un pelo di più a contenere lo scatenato Nicola Madonna.
Poco altro da dire nel reparto avanzato. Menichini si affida alle magie di Alessandro Cesarini, supportate a stento dai compagni di reparto, Marco Guidone e Massimiliano Carlini, con quest’ultimo che si sobbarca tanto lavoro sporco partendo dal centrocampo.
La partita di Oscar Brevi è molto chiara fin dall’inizio. Saggezza tattica a tonnellate, densità a centrocampo (grazie al 3-5-2) e ripartenze veloci sulle corsie laterali, nelle quali i già citati Alessandro Favalli e Nicola Madonna scorrazzano avanti e indietro, perdendo di lucidità solamente nella parte finale dell’incontro.
Proprio da un rilancio dalla difesa, Ramos Borges Emerson, playmaker aggiunto del Padova, pesca bene Nicola Madonna sulla destra che serve al centro Cristian Altinier per il gol dell’1-1. Ma è un copione che si ripeterà.
I due esterni di centrocampo non appena scorgono un lembo di maglia bianca nell’area granata scaraventano al centro palloni su palloni.
Altro giocatore prezioso è Francesco Dettori. Il mezzo-sinistro dei biancoscudati entra sempre nel vivo delle azioni del Padova e Oscar Brevi gli consegna il mazzo di riserva delle chiavi del centrocampo.
Giustamente preferisce Cristian Altinier ad Luis Alfageme e/o Caio De Cenco nell’11 iniziale e il centravanti lo premia col decimo gol stagionale. Le sostituzioni non cambiano l’equilibrio tattico della sua squadra.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Lo spagnolo, però, delude le attese, e nonostante un tiro dalla distanza terminato alto di poco, non entra quasi mai nei meccanismi tattici del tecnico di Ponsacco.
Poteva essere sostituito prima. Riverola ha bisogno di continuità, ma con l’infortunio alla caviglia vedremo per quanto resterà fuori.
Andando a intuito, Menichini sceglierà Sbaffo in vista della trasferta di Macerata, considerato che Simone Calvano è il cambio di Andrea Bovo e Dario Maltese è ormai ai margini della rosa.
Le rotazioni sono ridotte al minimo da quando l’ex allenatore della Salernitana siede sulla panchina granata. Scelte precise, nette. I risultati sono dalla sua parte.
Il tecnico granata è bravo nel mettere sulle tracce di Alessandro Favalli un uomo di corsa come Andrea Bovo, per aiutare nell’uno contro uno il povero Luca Ghiringhelli.
Dall’altra parte, in contumacia Riverola, Sergio Contessa fatica un pelo di più a contenere lo scatenato Nicola Madonna.
Poco altro da dire nel reparto avanzato. Menichini si affida alle magie di Alessandro Cesarini, supportate a stento dai compagni di reparto, Marco Guidone e Massimiliano Carlini, con quest’ultimo che si sobbarca tanto lavoro sporco partendo dal centrocampo.
La partita di Oscar Brevi è molto chiara fin dall’inizio. Saggezza tattica a tonnellate, densità a centrocampo (grazie al 3-5-2) e ripartenze veloci sulle corsie laterali, nelle quali i già citati Alessandro Favalli e Nicola Madonna scorrazzano avanti e indietro, perdendo di lucidità solamente nella parte finale dell’incontro.
Proprio da un rilancio dalla difesa, Ramos Borges Emerson, playmaker aggiunto del Padova, pesca bene Nicola Madonna sulla destra che serve al centro Cristian Altinier per il gol dell’1-1. Ma è un copione che si ripeterà.
I due esterni di centrocampo non appena scorgono un lembo di maglia bianca nell’area granata scaraventano al centro palloni su palloni.
Altro giocatore prezioso è Francesco Dettori. Il mezzo-sinistro dei biancoscudati entra sempre nel vivo delle azioni del Padova e Oscar Brevi gli consegna il mazzo di riserva delle chiavi del centrocampo.
Giustamente preferisce Cristian Altinier ad Luis Alfageme e/o Caio De Cenco nell’11 iniziale e il centravanti lo premia col decimo gol stagionale. Le sostituzioni non cambiano l’equilibrio tattico della sua squadra.
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