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La Grissin Bon è allo sbando 

di Giacomo Marelli
La Grissin Bon è allo sbando 

I biancorossi si sciolgono anche sul campo del Cantù: i playoff adesso non sono certi

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DESIO. Cade ancora la Grissin Bon Reggio Emilia e il ko al pala Desio fa, se possibile, ancora più rumore delle sconfitte precedenti.
Settima sconfitta nelle dieci partite del 2017 (Coppa Italia compresa), playoff che non sono poi così sicuri di essere disputati perché le vecchie certezze sono svanite e contro un avversario ch’era in piena crisi - proprio come Reggio - la batosta (98-83) non può di certo passare inosservata.
Vince Cantù, che festeggia nel migliore dei modi nuovo sponsor e nuovo allenatore (il veterano Carlo Recalcati), mettendo in scena un basket pratico, funzionale, con qualche errore ma comunque efficace contro una difesa quasi inesistente. Senza troppi giganti nello starting five (De Nicolao, Kaukenas e Della Valle nel quintetto iniziale) la Grissin Bon riesce comunque a realizzare con costanza nel pitturato avversario. I veri problemi nascono sotto il proprio canestro: gambe troppo lente quando c’è da rientrare in difesa, scarsa collaborazione sui cambi e una costante disattenzione consentono a Cantù di andare con regolarità a canestro con tiri facili.
Cattive notizie, insomma, perché in un momento in cui le cose non girano nel verso giusto concedere così tanto ad una squadra alla ricerca di fiducia non è mai una buona idea. De Nicolao comincia da fenomeno (quattro punti e due assist nei primissimi minuti) ma cala in fretta, Johnson sale presto in cattedra e prova a dare la scossa ai suoi con una serie di giocate che potrebbero servire a tracciare un primo e minimo divario. Cucito ogni strappo con immediata prontezza e ritrovata un briciolo di attenzione in difesa la Grissin Bon continua a buttarsi la zappa sui piedi e concede nel primo periodo 11 rimbalzi, di cui 5 offensivi. L’impatto di Polonara alla gara però è perfetto. Si presenta con una tripla, poi mette a referto cinque punti in pochi secondi per cercare di dare la spallata alla gara dopo che Needham aveva cominciato a scaldarsi con buoni risultati. Si vive sul filo di un equilibrio quasi impossibile da spezzare. Cantù ha voglia ma poche idee, Reggio sbaglia troppo e va a sprazzi, trovando nel talento di Della Valle l’unica vera costante che le consente di restare viva con la gentile collaborazione degli altri italiani Polonara e Aradori nel finale di secondo periodo (47-48). Reggio però dimentica la testa negli spogliatoi, apre il terzo periodo con due errori di Kaukenas e Cournooh riprende da dove aveva cominciato, con una tripla che riporta immediatamente avanti Cantù. La svolta per la Grissin Bon potrebbe arrivare dall’ingenuità di Johnson che dopo una schiacciata poderosa commette il suo quarto fallo ed è costretto a sedersi in panchina. Della Valle colpisce la zona di Recalcati per il nuovo vantaggio (57-58) ma dopo l’uscita di Jonhson le energie di Cantù si moltiplicano. Cournooh non la smette di segnare da oltre l’arco (6/7 personale dai 6.75), lo seguono anche Acker e Callahan (con un po’ di fortuna, di tabella) che scavano il primo grande solco tra Cantù e Reggio Emilia: improvvisamente il quintetto di Menetti si ritrova sotto di tredici lunghezze (71-58), solo Aradori interrompe un digiuno interminabile con la Grissin Bon che si presenta all’ultimo periodo comunque con un distacco in doppia cifra (73-62). Quaglia apre l’ultimo periodo con un canestro, Reggio con un pasticcio dopo il rimbalzo sul libero aggiuntivo. Della Valle mette in mostra il suo talento, Polonara firma il mini parziale che vale il -8 (76-68) ma l’effetto Johnson travolge la Grissin Bon.
L’americano rientra in campo dopo un lungo riposo forzato e in mezzo minuto mette a referto altri cinque punti ristabilendo una distanza enorme (81-68) che solo Della Valle riesce a ridurre. Due triple impossibili, tanta precisione dalla lunetta (fatta eccezione per uno 0/2 in un momento importante della partita) ed un’elevate dose di talento aiutano Reggio a non scomparire dal match. Cantù comincia a sentire la stanchezza, perde un po’ di lucidità e comincia a giocare troppo presto con il cronometro. Poi però Pilepic decide di segnare la sua prima tripla di serata a due soli giri di lancette dal termine: oro colato per Cantù che rimette tre possessi tra sé e la Grissin Bon che poi crolla e non s’avvicina mai più all’avversario.
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